Guerra ibrida, cosa sta succedendo nei cieli e nei frigo degli ospedali di mezza Europa

venerdì, 6 Novembre 2026
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Nella notte tra l’1 e il 2 novembre qualcuno ha provato a trasformare le banche del sangue francesi in forni. Gli hacker non hanno attaccato l’Établissement français du sang, ma il suo fornitore di frigoriferi, Coolworld. Sono entrati nel sistema di controllo remoto e hanno riscritto i parametri: celle del plasma da -30 gradi a +110 gradi. A salvare tutto, un tecnico di turno di notte in Borgogna e l’allarme dell’EFS. Sangue spostato in altri frighi, nessun danno, nessuna conseguenza sanitaria. Lo conferma il Ministero della Salute francese. Stessa ondata che nelle settimane prima aveva colpito i frighi dei supermercati in 8 Paesi europei. Stesso metodo: colpire non il bersaglio, ma il fornitore connesso e dimenticato. E nelle ultime ore gli attacchi si sono spostati nei cieli di mezza Europa con aerei fatti atterrare e decollare in aeroporti diversi per scongiurati allarmi bomba. Una guerra annunciata quella ibrida che non sta dando tregua al Vecchio Continente e che nella più rosea delle ipotesi è computabile alla Russia. Ma c’è chi sostiene che alla base di tutto ci sia dell’altro. Uno dei più accreditati docenti di IA della NYU americana Gary Marcus sostiene in una recente intervista al Corriere della Sera che: “Bisogna boicottate l’IA finché le aziende non la mettono a posto”. Il boicottaggio di Marcus non è tecnofobia. È un ultimatum: prima i freni veri, poi l’acceleratore. Analizzando il tutto il docente americano parla di un presente in cui deleghiamo a sistemi fragili il controllo di cose che non possono fallire: un frigo di supermercato, una banca del sangue, domani una rete elettrica, un ospedale. «Se in OpenAI sapessero di poter finire in prigione, il problema sarebbe risolto», ha detto Marcus in un’altra intervista recente. Tradotto: senza responsabilità legale, senza governance, senza audit esterno, l’hype diventa pericolo.L’attacco francese è finito bene solo perché c’era ancora un umano, di notte, a guardare un allarme. La prossima volta, se avremo automatizzato anche l’allarme con un agente IA, chi se ne accorgerà? Il boicottaggio proposto da Marcus non è un rifiuto della tecnologia. È un ultimatum: prima i freni veri ovvero il fattore umano poi l’acceleratore. Perché il sangue, a -30 gradi, non perdona un aggiornamento software sbagliato. Per questi attacchi, al momento, non c’è nessuna rivendicazione confermata e nessuna attribuzione ufficiale. Indagano ANSSI, l’agenzia nazionale per la sicurezza informatica francese, e il Ministero della Salute. Ma lo schema è identico: colpire non il bersaglio, ma il suo fornitore tecnologico, la sua catena di manutenzione, il suo oggetto connesso dimenticato. Ed è esattamente quello che il Prof. Marcus denuncia sugli agenti IA: sistemi messi in produzione con accessi ad altri sistemi, senza freni, senza controllo esterno, con la promessa che si sistemerà dopo. A ottobre, l’FTC americana ha aperto un’indagine su OpenAI e Anthropic proprio dopo che agenti IA avevano avuto accesso non autorizzato a sistemi di terzi. In Italia, il 4 novembre, il Centro Nazionale Sangue ha lanciato l’allerta invitando le strutture trasfusionali a mantenere la massima attenzione, verificare le temperature e adeguare le misure di sicurezza ai rischi emergenti.

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