Ultima chicca vaticana: le ceneri da conservare. Quando vince il modello-Usa

venerdì, 15 Dicembre 2023
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A ogni azione corrisponde un’azione, non sempre uguale e contraria. Perché l’indirizzo di papa Francesco (ormai si può fare un bilancio), è chiaro e lineare nella sua continuità non occasionale: nove colpi “progressisti” e uno “conservatore”.

E il risultato finale è una Chiesa che fa l’ospedale da campo a sé stessa, confinata e condannata a dare il cuore all’ecologismo, al globalismo economico e migratorio, con i sacerdoti ridotti ad assistenti sociali.
E’ anche poi, l’effetto della nomina di monsignor Víctor Manuel Fernández, ex-arcivescovo di La Plata, diventato prefetto del Dicastero per la Dottrina della fede e presidente della Pontificia Commissione biblica e della Commissione teologica internazionale. In altre parole, colui che orienta il corso dottrinario del cattolicesimo.
Si è già visto, infatti, con le risposte sibilline e a tratti inquietanti a proposito dei Dubia, specialmente sul ministero femminile e la scissione relativamente al Vangelo tra “i contenuti destinati alla salvezza” e quelli interpretabili a seconda dei tempi e di conseguenza, non utili alla salvezza.
In sintesi, un messaggio che si adatta al mondo, quando invece dovrebbe essere il mondo ad adattarsi al messaggio evangelico.

L’ultima chicca, proprio qualche giorno fa: la Chiesa ha ammesso la possibilità di riversare le ceneri in un unico luogo comune, come avviene per gli ossari, ma conservando la “memoria nominale” di ciascuno dei singoli defunti. Cioè, si può prendere in considerazione la richiesta da parte delle famiglie di conservare una minima parte delle ceneri di un loro congiunto in un “luogo significativo” per la sua storia. Un “luogo sacro”.
Adesso bisognerà spiegare cosa si intende per memoria nominale, luogo significativo e sacro.

Domanda: ma al centro non c’era il viaggio ultraterreno del defunto, oppure tornano dalla porta di servizio le proiezioni sentimentali e psicologiche di chi resta? Inoltre, chi deciderà i luoghi significativi dello scomparso, i parenti, gli amici? Scelte che ovviamente non considerano per ragioni oggettive la sua volontà.
Siamo plasticamente dentro la cultura Usa che ha un problema storico con la morte e che la considera il prolungamento psichico della vita.

E ancora. A proposito dell’al di là e di resurrezione fisica, più si entra nel dettaglio, più la spiegazione sui cui torna il Vaticano, per legittimare la novità, diventa sibillina e inquietante: “Questa possibilità non implica il recupero delle identiche particelle di materia che formavano il corpo. Perciò il corpo del risorto non necessariamente sarà costituito dagli stessi elementi che aveva prima di morire. Non essendo una semplice rivivificazione del cadavere, la risurrezione può avvenire anche se il corpo è stato totalmente distrutto o disperso”.

Ciò ci aiuta a capire perché in molti cinerari le ceneri dei defunti si conservano tutte insieme, senza mantenerle in posti separati, e la possibilità ammessa dalla Chiesa di riversare le ceneri in un unico luogo comune.
Insomma, resurrezione a pezzi selezionati, cremazione, e ora ceneri da conservare non nei cimiteri, i luoghi preposti istituzionalmente. Il danno è fatto, come le preghiere e la Santa Messa “fai da te”, senza bisogno del luogo pubblico e comunitario del sacro (le Chiese), al tempo del lockdown.

Superando la questione specifica, la sensazione che si ha è che tutto sia sottoposto a modifica, correzione, adeguamento. E allora, se oggi ogni cosa muta e ogni precetto cambia, il timore è che anche prima era una narrazione e non una verità che, piccolo particolare, hanno seguito i popoli per secoli.
Non c’è che dire, un bel colpo per il trend bergogliano, nel segno, come detto, di un equilibrismo sempre più labile e ambiguo tra tradizione e modernità, dottrina e laicismo, parzialmente recuperato con l’attacco (perdente visto che ormai le porte sono state aperte) al nuovo paganesimo: la conservazione parziale delle ceneri del defunto devono escludere “ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista”, nel rispetto delle norme civili.
Quale sarà il prossimo step? L’intelligenza artificiale considerata creatura divina?

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