Coppie Lgbt, nuovo stop alle trascrizioni. I figli sono di chi li fa

mercoledì, 7 Febbraio 2024
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La sezione famiglia della Corte d’Appello civile di Milano ha accolto il ricorso della Procura milanese contro i decreti del Tribunale che, il 23 giugno scorso, hanno di fatto ritenuto valide le trascrizioni dei riconoscimenti dei figli di tre coppie di donne, nati con procreazione assistita effettuata all’estero.
I giudici di secondo grado, dunque, hanno dichiarato illegittime le iscrizioni “sul Registro degli atti di nascita della doppia maternità del bambino”. In sintesi, a essere riconosciuta come mamma è solo la madre biologica.

L’avvocato Michele Giarratano, legale di una delle coppie di Milano ha dichiarato: “La sentenza della Corte d’Appello è doppiamente miope: intanto in diritto perché non conferma la corretta ricostruzione giuridica di primo grado del Tribunale di Milano. E poi anche rispetto all’interesse del minore che di fatto si vede cancellata con questa decisione una delle sue due madri, che lo ha voluto fortemente e che si prende cura di lui fin dal primo istante.”

Continua dunque lo scontro intorno alle trascrizioni dei figli delle coppie arcobaleno e il tentativo da parte di queste ultime di ottenere ciò che non è consentito per legge. Lo stesso tentativo andato in scena nei mesi scorsi con le trascrizioni decise dai Comuni e bloccate dal Ministero degli Interni in quanto illegittime sulla base di un pronunciamento della Cassazione, visto che si trattava per lo più di figli ottenuti con il ricorso a pratiche fecondative vietate in Italia, in primis la maternità surrogata. E come sempre avviene in questo caso si ripresenta il nodo legato al vuoto normativo, all’ assenza di una legge che crea anche pronunciamenti contraddittori e opposti da parte dei tribunali come in questo caso.

La sentenza della Corte d’Appello richiama la giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Suprema Corte che esclude la possibilità che una persona sia riconosciuta contemporaneamente come figlio di due genitori dello stesso sesso. Il rigetto della palla nel campo del Parlamento da parte dei giudici è un atto dovuto, e soprattutto necessario a rimarcare i confini delle competenze legislative. Ma resta il fatto che finora il Parlamento non ha legiferato in materia nemmeno quando a governare non era la destra ‘becera” e “omofoba” descritta dall’ Associazione delle Famiglie Arcobaleno. Non viene loro il sospetto che forse da parte della sinistra è in atto soltanto una speculazione politica utile a fini elettorali ma all’ atto pratico del tutto inefficace sul piano operativo? Perché invece di sostenere iniziative illegittime come le trascrizioni o altre scorciatoie normative, la sinistra non si fa promotrice di proposte di legge e iniziative parlamentari? Perché tanto la maggioranza di destra le boccerebbe? Ma queste sono le regole della democrazia e fino a prova contraria le maggioranze di centrosinistra non hanno comunque ottenuto nulla. Perché?

Ultima considerazione: perché se le sentenze sono favorevoli sono atti di giustizia e se invece sfavorevoli diventano “miopi e discriminatorie”? I magistrati sono chiamati a far applicare le leggi non a forzarle o ad interpretarle in maniera ideologica. Quindi la soluzione spetta al Parlamento che fino a prova contraria è espressione della volontà popolare. Sempre che la democrazia sia ancora sostanza.

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