Veronica non fa più tendenza: come è caduta l’icona femminista

venerdì, 1 Marzo 2024
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A volte ritornano, ed ecco che si è materializzata a sorpresa Veronica Lario, ex moglie di Silvio Berlusconi, colei che in qualche modo fece esplodere lo scandalo delle “cene eleganti” di Arcore e quel “ciarpame senza pudore” che la portò a diventare un’icona femminista; un simbolo della dignità della donna offesa e vilipesa da un leader politico, all’epoca Presidente del Consiglio, che per la prima volta vide la propria vita privata sciorinata in pubblico inaugurando la stagione della politica vista dal buco della serratura.

Dopo anni di silenzio oggi la Lario torna a parlare in televisione e lo fa accettando l’invito della sua biografa, ovvero Maria Latella, autrice circa un ventennio fa di “Tendenza Veronica”, libro in cui per la prima volta l’allora signora Berlusconi si raccontava, spiegando come fosse la vita di una donna sposata ad un uomo fra i più amati ed odiati d’Italia.

Era dal 2009 che non lasciava dichiarazioni e ora davanti alle telecamere di Sky Tg24 racconta come è stata la sua vita dopo la separazione da Silvio. “Sono passata dall’essere ‘una velina ingrata’, al tribunale di Milano che mi ha negato ogni diritto. Un salto di 10 anni in cui mi sono sentita un po’ vessata”, ha confessato.

“Cosa facevo? Subivo ed è difficile combattere contro il potere e la stampa soprattutto quando la stampa è piegata al potere. Io l’unica cosa che potevo fare era qualche passo indietro e quelli ho imparato a farli, forse dall’equitazione”,

C’è una data che per la Lario segna l’inizio della fine, ovvero il giorno in cui il tribunale di Milano stabilì che non aveva diritto a 1,4 milioni di euro al mese dall’ex marito. La vertenza legale si chiuse con un accordo; Berlusconi non chiese indietro i 46 milioni a lei già versati in virtù di precedenti sentenze e Veronica rinunciò ai 18 che pretendeva: “In realtà c’è stata una sentenza che mi ha negato qualsiasi diritto che ho rispettato e oggi sono una persona normale, un’imprenditrice”.

“Mi sono chiesta se fosse stato possibile ricominciare, perché pensavo che per me non ci fosse più nulla. Questo periodo è stato tutto un’altalena: da un lato la speranza di ricongiungermi in modo equilibrato con la mia famiglia, in altri momenti la speranza la perdevo. Sono stata molto vicina ai miei figli e loro a me”.

Niente politica, nessun riferimento al suo matrimonio con Berlusconi e agli scandali che hanno coinvolto l’ex premier, e che lei in qualche modo ha inaugurato lamentando la mancanza di rispetto nei suoi confronti e verso la sua dignità di donna per quel marito parecchio “donnaiuolo”. Concede soltanto un commento sul suo ruolo di consorte di un uomo potente: “I personaggi che sono passati nei salotti di Berlusconi sono stati sempre di grande livello e in qualche modo ne ho sempre subito il fascino, ma non ho mai pensato di trovarmi un mio spazio all’interno di quelle dinamiche. Io ero lì perché rispettavo un ruolo, cercavo di farlo al meglio e per me significava fare un passo indietro”.

Una Lario che per anni ha preferito restare lontana dai riflettori ben consapevole di quanto la sua figura fosse divisiva e in parte controversa; esaltata a fini strumentali dalla sinistra per colpire il leader del centrodestra, e odiata dal mondo berlusconiano come colei che in qualche modo aveva contribuito a danneggiare l’immagine del capo di Forza Italia e a favorirne la caduta. Ai funerali di Berlusconi è apparsa in disparte, riservata, lontano dai familiari, quasi infastidita dalle telecamere che la riprendevano per mostrare al mondo che lei ci stava.

Oggi la Lario è un personaggio mediaticamente irrilevante, tirata fuori dalla Latella quasi in una sorta di operazione nostalgia modello meteore, non è più la consorte ultra riservata dell’uomo più chiacchierato d’Italia, nel bene e nel male, brava a stare al suo posto, a custodire gelosamente il suo privato, a non cercare le luci della ribalta dopo aver abbandonato la carriera d’attrice. La moglie del leader del centrodestra che guardava a sinistra e subiva il fascino di intellettuali come Massimo Cacciari.

Oggi l’ex signora Berlusconi sembra una donna delusa dalla vita ed in parte da un sistema che prima l’ha usata e poi l’ha gettata. L’ha usata per denigrare quel marito poco ortodosso che si vantava di amare le donne, di essere un grande seduttore, che il mondo femminista descriveva come il simbolo del più bieco maschilismo, e che intravide in lei un’icona antiberlusconiana da sfruttare nella sua pretesa di essere rispettata.

La sua lettera a Repubblica (guarda caso il quotidiano più ferocemente antiberlusconiano del momento) del 2007 in cui pretendeva pubbliche scuse dal marito per le frasi galanti rivolte ad alcune ragazze durante una manifestazione, la portò a diventare quasi la leader di una sinistra sempre in cerca del “papa straniero” (in questo caso una papessa), al punto che Walter Veltroni espresse il desiderio di poterla candidare con il neonato Partito democratico. Lei ovviamente non scese in campo, ma non mancò di aiutare più volte indirettamente il campo avverso al marito,  criticando per esempio le donne del centrodestra a suo dire scelte più per l’aspetto fisico e l’avvenenza che per le competenze, e lanciando per prima il sospetto di possibili rapporti equivoci dell’allora premier addirittura con minorenni (il caso Noemi Letizia).

Oggi Berlusconi non c’è più, Forza Italia si sta gradualmente affrancando dal suo ricordo per camminare con le proprie gambe, e a parte i più irriducibili antiberlusconiani modello Marco Travaglio, nella sinistra il fu leader del centrodestra è considerato parte della storia italiana, un protagonista che comunque la si pensi ha caratterizzato un ventennio politico, lasciando un segno indelebile del suo operato. Un leader al quale tutti, compresi gli avversari di un tempo, politici, intellettuali e giornalisti, riconoscono doti da statista, rimpiangendone il carisma e il profondo senso istituzionale spesso messo a confronto ed esaltato rispetto allo stile di certa destra sovranista.

E in conseguenza di tutto ciò, oggi Veronica non fa più tendenza.

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