In un Europa dove il politicamente corretto regna sovrano e si teme un ritorno al nazionalismo dopo gli incredibili risultati della destra in quasi tutta l’Unione, l’Ungheria si appresta ad assumere la presidenza semestrale del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea con un motto già sentito: “Make Europe Great Again”.
Dietro questo slogan, Orban vuole mandare un messaggio chiaro, dopo tutte le critiche e gli attacchi all’Ungheria, noi riporteremo l’Europa alla grandezza grazie alla nostra agenda. Bisogna infatti ricordare come, secondo molti governi europei, la guida ungherese abbia accantonato i valori democratici, i diritti LGBT e umanitari e la libertà di stampa per favorire un governo estremista.
L’Ungheria inoltre, è una delle poche nazioni europee a mantenere importanti rapporti economici e diplomatici con Vladimir Putin e con la Russia, motivo per cui non sembra probabile che Orban dia valore e priorità agli aiuti per l’Ucraina nella sua agenda europea. I magiari hanno infatti già bloccato 6,6 miliardi di euro di aiuti militari all’Ucraina attraverso il fondo European Peace Facility e sembrano pronti a mantenere alta la tensione in Ucraina per evitare troppi aiuti dall’occidente.
I più importanti diplomatici della bolla di Bruxelles sono divisi sul futuro dell’UE nel prossimo semestre. Una fazione più larga è convinta che sia negli interessi di Orban mantenere un certo equilibrio durante la presidenza, così da ottenere comunque fondi ed evitare un isolamento totale del suo Paese nei prossimi anni. Eppure, molti altri funzionari temono che l’Ungheria porti avanti un’agenda “Trumpiana”, con Orban che ha addirittura affermato che: “Ciò che gli europei vogliono sono tre cose: pace, ordine e sviluppo. E ciò che stanno ottenendo dall’élite di Bruxelles oggi è guerra, migrazione e stagnazione.”
Indubbiamente, i prossimi sei mesi saranno al centro di controversie, con Orban che potrebbe portare la sua agenda anti-LGBTQ e securitaria a Bruxelles, ottenendo anche l’appoggio di molti altri partiti di estrema destra usciti vincitori dalle Europee.



