Trump, l’attentato e la comunicazione scientifica della sinistra

domenica, 14 Luglio 2024
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La Federazione russa considera le capitali europee “possibili bersagli” e cosa dice il mainstream occidentale? Che la guerra passata e futura è e sarà solo colpa di Putin. Nessuno ammette che si tratta della sua reazione ai missili americani che saranno installati in Germania, pronti a colpire fino a Mosca, nel nome della deterrenza e dell’autodifesa “attiva” di Kiev.
Si chiama rovescio della medaglia o mondo alla rovescia.
E di fronte all’attentato a Trump in Pennsylvania? Medesimo schema scientifico e ideologico, pensato, scritto e affermato ovunque dalla sinistra politica, mediatica e intellettuale.
Innanzitutto, la prima operazione è ridimensionare la cosa per spostare il tiro. Non si è trattato di attentato, ma “di semplici spari”; si vedano i titoli di Repubblica, della Stampa, del Corriere (i giornaloni del pensiero unico nostrano). Peccato, che se Trump fosse rimasto fermo sul palco, anziché girare la testa, a quest’ora sarebbe morto (e infatti, c’è stato un morto e alcuni feriti).
Poi, secondo passaggio, “l’attentato è frutto del clima di odio” che lo stesso tycoon ha iniettato negli Usa, delegittimando la democrazia col suo populismo che ha portato nel 2021 al cosiddetto tentativo di golpe di Capitol Hill. E in aggiunta, è l’effetto del problema delle armi che circolano con troppa libertà negli Usa. E pure questo è da attribuirsi a Trump, visto che le lobby delle armi vicine a lui e gli finanziano la campagna elettorale.
Poi, terzo passaggio, “adesso i repubblicani ne faranno un martire, una vittima, strumentalizzando l’accaduto” (come al tempo della statuetta nel viso di Berlusconi). Reazione, tra l’altro, più che normale in politica.
Un’azione sistematica di manipolazione della realtà e della verità che ha raggiunto il culmine nelle affermazioni mandate in circuito presso alcuni social che “i repubblicani si sarebbero costruiti l’attentato da soli, per vincere in modo sicuro le prossime presidenziali”.
Favoloso: la sinistra di lotta e di governo che diventa complottista. Accusa rivolta ossessivamente alla destra internazionale.
Certamente, l’attentatore (Thomas Matthew Crooks), si è fatto registrare come militante repubblicano, ma a smentirlo è la banale logica: un repubblicano che uccide un capo repubblicano?
E’ scontato che per avvicinarsi al luogo dell’attentato ogni terrorista o pazzo scelga strategie di avvicinamento.
E le prime indagini e i primi approfondimenti ci danno ragione: l’attentatore ventenne aveva donato 15 dollari al gruppo liberale del Progressive Turnout Project e sui social circolano video in cui ha sostenuto di odiare Trump.
Da dove nasce questo odio? Chi gli ha armato di fatto la mano? Facile.
Ora Biden prega ipocritamente per Trump. Ma chi è che lo ha definito maiale, male assoluto, essere spregevole? Biden. E ora la narrazione che conviene è la pacificazione?
E chi prospera da decenni sul “pericolo fascismo”, tenendo in piedi questo spettro solo per interesse di bottega? La sinistra.
Diciamo l’ovvio se ci riferiamo alla campagna d’odio antifascista contro la Meloni prima della sua vittoria alle scorse consultazioni politiche?
Diciamo l’ovvio se ci riferiamo al clima che ha preceduto il voto europeo e che comunque non ha impedito il vento di destra?
Diciamo l’ovvio se parliamo del ballottaggio francese che ha visto l’arco della paura antifascista, verniciato di Fronte popolare repubblicano, strutturato in fretta e furia per evitare la vittoria della Le Pen?
Tornando a Capitol Hill, cosa ha fatto di male Trump rivolgendosi ai suoi? Non ha detto andate ad assaltare le istituzioni, ma ha rivendicato il sospetto di brogli elettorali a suo danno, perpetrati dal Palazzo democratico.
Domanda: quando re Umberto II, nel periodo di stallo dovuto ai 30mila ricorsi circa i presunti brogli elettorali del referendum monarchia-repubblica del 1946 e il mancato calcolo tra la maggioranza aritmetica e quella legale, non stava accettando i risultati ufficiali in attesa della decisione della Corte di Cassazione che avrebbe dovuto omologarli, si verificarono in tutto il Sud scontri con la Polizia, i comunisti, con decine di giovani monarchici uccisi (a via Medina a Napoli), la colpa era sua? O della mancata legalità che ha costituito il vizio d’origine della nostra Repubblica?
Il problema del regime mediatico, culturale e politico dominante e dei suoi leader non è la democrazia di cui si riempiono la bocca, ma il giacobinismo: virus proprio della democrazia e vulnus genetico della sinistra. Che storicamente porta a rinnegare le scelte del popolo sovrano, nel nome della democrazia. La loro.
Quando urlano in piazza, “questa è la nostra Costituzione” (Pd, grillini etc), “questa è la nostra Repubblica” (in Francia), c’è da avere paura. Perché non arriva Mussolini, ma Robespierre.

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