Profondamente marcato è il divario tra chi sostiene che il possesso di armi favorirebbe una maggiore sicurezza e chi, par contre, teme che una loro diffusione stimolerebbe un aumento della criminalità.
L’idea secondo la quale rendere le armi da fuoco più accessibili garantirebbe un incremento della sicurezza trova fondamento in due punti:
1. Ad un incremento della criminalità dovrebbe corrispondere un proporzionale aumento di dispositivi di protezione: l’accesso a tali strumenti risulterebbe essere una necessità per rispondere efficacemente alla crescente criminalità, dando così ai cittadini la possibilità di mettere in pratica una difesa che possa assicuragli una concreta protezione.
2. Gli strumenti atti alla difesa personale sono di fatto inanimati dunque non ledono se impiegati con la sola finalità di difendersi: una legge giusta risulterebbe essere quella che legittimi l’impiego di strumenti di sicurezza per difendere e il diritto di proprietà privata nell’eventualità in cui l’individuo subisca un’intrusione che comporterebbe un pericolo per la sua l’incolumità. Impedire il possesso di armi da fuoco andrebbe dunque a limitare indirettamente il diritto alla proprietà privata.
Il pensiero a sostengo del fatto che le armi rappresenterebbero un pericolo, andando ad incrementare la delinquenza, si articola in due punti:
1. Rendere gli strumenti atti ad offendere alla portata di tutti diminuirebbe la sicurezza piuttosto che incrementarla: un esempio é il Texas, in cui si gode di grande libertà in materia di possesso di armi e, a fronte di ciò, le morti legate all’uso di mezzi offensivi sono in continua crescita. Solo quest’anno, il trend ha sfiorato i 5.000 deceduti. Dunque l’accesso alle armi condurrebbe solo a un incremento della violenza e delle morti.
2. La soluzione alla crescente criminalità non risiederebbe nell’accesso alle armi ma nell’incremento di strumenti di difesa d’altro tipo: l’implementazione di pene più rigide, che non ammettono sconti, la riqualificazione dei quartieri tramite iniziative formative e culturali e l’ottimizzazione delle risorse a disposizione delle forze dell’ordine sono tutti elementi che andrebbero ad accrescere la sicurezza senza metterla in pericolo. In questa maniera, il cittadino può realmente sentirsi protetto e al sicuro.
La questione attinente all’impiego di armi da fuoco per l’autodifesa continua a dividere fortemente l’opinione pubblica. La società si trova dinanzi la ricerca di un equilibrio tra il diritto a difendersi e la necessità di prevenire ulteriori escalation di violenza.
Ma fino a che punto è giusto consentire l’accesso alle armi o, al contrario, limitarne il possesso?
di Maddalena Patané



