Allarme caro-scuola. I librai: «No alle polemiche, collaboriamo»

sabato, 31 Agosto 2024
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Scuola

A pochi giorni dall’apertura dell’anno scolastico si riaccende la (consueta) polemica sul caro scuola. Secondo l’Osservatorio nazionale di Federconsumatori la spesa per il corredo scolastico, più i ricambi, ammonterà quest’anno a circa 647 euro per ciascun alunno, con un aumento medio del 6% rispetto al 2023. Gli zaini si confermano gli accessori più esosi, specialmente le versioni trolley, oppure la versione hi-tech, con tanto di batteria integrata per la ricarica dei propri dispositivi. 

Quest’anno l’analisi dell’osservatorio ha preso in considerazione non solo il costo dei prodotti nella grande distribuzione e nelle cartolibrerie, ma anche l’offerta su internet dal momento che tale modalità di acquisto è sempre più diffusa e consente, in molti casi, di risparmiare tempo e risorse. Mediamente, infatti, acquistando tali prodotti online si risparmia il 20% rispetto all’acquisto tradizionale. Ma qualunque sia la modalità di acquisto prescelta, quella per la scuola si conferma una voce di spesa estremamente onerosa per le famiglie: ecco perché molti ricorreranno al riutilizzo del materiale degli anni passati (zaini e astucci), allo scambio o al regalo di prodotti anche attraverso gruppi online sui social e all’acquisto dei testi scolastici usati.

Libri di testo. Sono il tasto dolente, come sempre: per ogni studente in media si spenderanno circa 590 euro per i testi obbligatori più due dizionari. La variazione rispetto al 2023 è del +18%. Da notare il sensibile aumento dei costi relativi ai testi delle scuole superiori di secondo grado, mentre segnano una discesa quelli relativi alle medie. Il calcolo è stato effettuato prendendo in considerazione le adozioni di testi scolastici di diverse classi delle scuole superiori di primo grado e di secondo grado, sia licei sia istituti tecnici. Le spese sono particolarmente alte per gli alunni delle classi prime, nel dettaglio: uno studente di prima media spenderà mediamente per i libri di testo più dizionari circa 462 euro (con un calo del -5,4% rispetto allo scorso anno). A tali spese vanno aggiunti 647 euro per il corredo scolastico e i ricambi durante l’anno, per un totale di 1.109 euro. Un ragazzo di prima liceo spenderà per i libri di testo più quattro dizionari 715,30 euro (+3% rispetto allo scorso anno) e 647,00 euro per il corredo scolastico ed i ricambi, per un totale di ben 1.362,30 euro. Importi che risultano proibitivi per molte famiglie, a cui si aggiungono i costi ancor più onerosi da sostenere per l’acquisto di un Pc, dei programmi e dei dispositivi necessari per un utilizzo didattico di tale strumento, divenuto ormai indispensabile.

Dallo studio effettuato dall’Osservatorio di Federconsumatori emerge, infatti, che tra computer, webcam, microfono, antivirus, programmi base una famiglia, dovendosi dotare di tali dispositivi, arriva a spendere circa 414 euro, considerando per antivirus e programmi i costi su base annua, con un rincaro del +5% rispetto al 2023. Mediamente i prodotti tecnologici utili alla didattica, rispetto allo scorso anno, registrano un aumento medio del +8,5%. A questo va aggiunta la spesa per la connessione a internet. Acquistando prodotti tecnologici rigenerati, come emerge da uno studio della Federconsumatori, si risparmia circa il 38%. Sono costi tanto elevati da incidere, inevitabilmente, sul diritto allo studio dei ragazzi.

Bonus. Per aiutare le famiglie ad affrontare tali spese esistono diverse misure, a livello comunale e regionale, che prevedono buoni, agevolazioni o gratuità dei testi scolastici per le famiglie con basso reddito. Misure sicuramente positive, osserva Federconsumatori, ma non ancora sufficienti a dare un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà, specialmente alla luce della grave situazione economica che le famiglie stanno vivendo a causa dei forti aumenti che si continuano a registrare.

Librai. Immediata la replica della controparte. «Anche quest’anno stiamo assistendo al consueto allarme lanciato sul caro scuola che conferma il male italico di lamentarsi senza voler in realtà risolvere il problema. Dico questo perché denunciare oggi il caro scuola, mentre le famiglie sono impegnate nell’acquisto, quando i listini degli editori sono noti a gennaio e le adozioni, che peraltro vedono il coinvolgimento dei rappresentanti dei genitori, a fine maggio è la dimostrazione che si cerca solo di andare sulla stampa e non di affrontare il problema», dice il presidente di Ali-Confcommercio, Paolo Ambrosini. «Sono anni – continua Ambrosini – che noi librai proponiamo la detrazione fiscale per tutti, che unita ai 133 milioni di fondi per il diritto allo studio che le regioni distribuiscono alle famiglie in situazione di disagio economico e agli altri strumenti che possono essere utilizzati per affrontare la spesa dei libri di testo, potrebbe essere una risposta concreta a un dato di realtà: i libri, come tutti i beni e le merci, sono soggetti alle regole economiche e ai costi di produzione e al pari di tutti gli altri beni subiscono gli effetti dell’inflazione. Per questo – conclude Ambrosini – denunciare gli aumenti senza indicare le soluzioni è troppo semplice e puerile. Invito quindi tutte le associazioni dei consumatori a sottoscrivere, come ha già fatto con noi Adiconsum, la nostra proposta per la detrazione fiscale dei libri».

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