Si dice che il tempo lenisca il dolore, ma in questo caso il ricordo non fa che rinnovare ogni anno le sofferenze. A distanza di ventritré anni dal crollo delle Torri Gemelle di New York, in seguito al più grande attentato terroristico subito dagli Stati Uniti, a Ground Zero si muore ancora. Le malattie di cui sono rimasti colpiti i vigili del fuoco accorsi quella mattina hanno ucciso 360 membri del New York City Fire Department, 17 in più dei 343 che persero la vita nel giorno delle stragi. «Le perdite al World Trade Center non sono finite», ha commentato il capo dei pompieri, Robert Tucker. Nel frattempo, le identificazioni delle 2753 vittime vanno a rilento, mentre nel “Muro della memoria” sono stati aggiunti i nomi di 43 soccorritori morti per le conseguenze di malattie contratte quel giorno.
Una frase toccante risuona quando i parenti delle vittime dell’11 settembre si riuniscono ogni anno per ricordare i propri cari scomparsi negli attacchi terroristici: «Non ho mai avuto modo di incontrarti». È il suono del cambio generazionale a Ground Zero, dove i parenti leggono ad alta voce i nomi delle vittime a ogni anniversario. Quasi tremila persone furono uccise quando i dirottatori di al-Qaida fecero schiantare quattro aerei di linea contro le Torri Gemelle, il Pentagono e un campo nel sud-ovest della Pennsylvania l’11 settembre 2001.
Alcuni nomi vengono letti da bambini o giovani nati dopo il tragico evento. Alla cerimonia di quest’anno partecipano anche alcuni figli di vittime le cui compagne all’epoca erano incinte. Hanno ereditato storie, foto e un senso di solenne responsabilità. Alla vigilia dell’anniversario dell’attentato, l’agenzia Associated Press ha raccolto le voci dei parenti delle vittime che ogni anno leggono i nomi di quanti hanno perso la vita a Ground Zero. «Essere una famiglia dell’11 settembre – commenta l’Ap – si ripercuote attraverso le generazioni, commemorare e comprendere gli attacchi dell’11 settembre un giorno spetterà a un mondo che non ne ha alcun ricordo diretto».
«È come se stessi passando il testimone», dice Allan Aldycki, 13 anni. Alla cerimonia leggerà i nomi di suo nonno e di molte altre persone. Suo nonno, Allan Tarasiewicz era un pompiere. A casa conservano una stanza con i suoi ricordi. Melissa Tarasiewicz aveva appena finito la scuola superiore quando suo padre è morto. Il ragazzo ha detto l’anno scorso di aver sentito così tanto parlare di suo nonno che gli sembra di conoscerlo, ma vorrebbe comunque avere avuto la possibilità di conoscerlo davvero. Allan si è offerto volontario come lettore perché lo fa sentire più vicino a suo nonno.
Sullo sfondo di questa solenne cerimonia, le impellenti e, per certi versi, storiche elezioni presidenziali. Sia Donald Trump e il suo vice J. D. Vance sia Joe Biden e Kamala Harris annunciano la loro presenza al World Trade Center. Il Tycoon andò a Ground Zero da candidato nel 2016, è l’unico della sfida di novembre con radici a New York, oltre ad aver coltivato per anni stretti rapporti con l’ex sindaco Rudy Giuliani: «Ha avuto ragione in un sacco di cose», ha detto la settimana scorsa a proposito dell’ex collaboratore, in prima linea al tempo delle stragi, poi caduto in disgrazia e radiato lo scorso luglio dall’albo degli avvocati. Trump ha una relazione complicata con l’ex World Trade Center: dopo essersi vantato di essere sceso a Ground Zero con i soccorritori e di essersi trovato vicino a un palazzo che rischiava di crollare, l’ex presidente ha poi costruito nei due decenni successivi il suo marchio politico facendo leva su sentimenti patriottici e sulle divisioni dentro il suo stesso partito sulle guerre in Medioriente. Nel 2021 The Donald aveva disertato la cerimonia ufficiale a Ground Zero puntando invece a visite a pompieri e poliziotti prima di tornare in Florida.
La Harris era in palestra in California quella mattina del 2001: come tanti negli Usa e nel resto del mondo vide scorrere attonita sulle tv le immagini dell’attentato, ha raccontato quattro anni fa durante una commemorazione a Fairfax in Virginia. Dopo Ground Zero al fianco di Biden, la candidata dem passerà al Pentagono e a Stonycreek, vicino il campo di Shanksville in Pennsylvania, dove precipitò il volo 93 dirottato dai terroristi. La Pennsylvania è uno stato chiave nel voto di novembre e lei ci tornerà venerdì per comizi a Johnstown e Wilkes-Barre.



