Trump. Un secondo attentato ispirato da Kiev? Leggere per credere

lunedì, 16 Settembre 2024
1 minuto di lettura

Il candidato alla presidenza degli Usa per il Partito Repubblicano, Donald Trump, ha subito domenica un secondo attentato dopo quello del 13 luglio scorso in Pennsylvania. Questa volta Trump si trovava in Florida a Palm Beach e stava giocando a golf. Mentre Trump si trovava sul campo da golf, gli uomini dei servizi hanno notato un uomo che infilava la canna di un fucile d’assalto attraverso una recinzione e lo puntava contro il politico. A quel punto sembra che gli uomini dei servizi abbiano aperto il fuoco contro l’attentatore che sarebbe rimasto illeso e sarebbe riuscito a fuggire dalla scena del crimine. L’uomo, però, è stato rapidamente arrestato grazie alle testimonianze oculari.

I media statunitensi hanno rivelato il nome del sospetto attentatore. Si tratta del 58enne Ryan Wesley Routh della Carolina del Nord e qui la faccenda diventa intrigante. Ryan Wesley Routh è un attivo sostenitore dell’Ucraina. Si era già recato a Kiev e aveva reclutato mercenari per partecipare alle ostilità contro la Russia. Sui suoi profili dei social network nel 2022 aveva annunciato la sua missione in Ucraina e aveva perfino richiesto di inviare i militari statunitensi in congedo, affinché potessero combattere come privati cittadini e non come soldati Usa contro i russi. Sembra che il presunto attentatore avesse idee piuttosto radicali in merito alla guerra tra Russia e Ucraina e fosse rimasto deluso dalle scelte politiche di Trump, per il quale aveva votato nel 2016, mentre in seguito aveva aderito al Partito Democratico.

Il vice presidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitry Medvedev, nel commentare la notizia dell’attentato a Trump, ha suggerito un possibile collegamento tra il sospettato Ryan Wesley Routh e il regime ucraino. Nella sua dichiarazione sul social network X (ex Twitter) Medvedev ha precisato che Routh sospettato dell’attentato potrebbe avere legami con Kiev e non ha escluso che sia stato ingaggiato dalle autorità ucraine per organizzare l’attentato alla vita di Trump. “Mi chiedo cosa accadrebbe” ha aggiunto Medvedev, “se si scoprisse che Routh, il nuovo assassino fallito di Trump, che reclutava mercenari per l’esercito ucraino, sia stato assoldato dal regime neonazista di Kiev per questo tentativo di omicidio?” Se la tesi di Medvedev fosse confermata ci sarebbe da rimanere sgomenti. Negli Stati Uniti una persona può tranquillamente andarsene in giro a reclutare “mercenari” per un esercito privato. E poi attentare alla vita di un candidato presidente che non è in linea con le sue idee sul conflitto in corso. Incredibile!

Questo episodio in ogni caso rende evidente la radicalizzazione della politica negli Usa, dove ormai ci sono due fazioni divise su tutto. Tanto che alcuni commentatori politici sottolineano sempre di più il pericolo che gli Stati Uniti possano scivolare in una vera e propria guerra civile, che potrebbe scoppiare dopo le elezioni presidenziali di novembre prossimo.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.