Crolli in 69 scuole in un anno. E 17mila edifici sono in zone a rischio

sabato, 28 Settembre 2024
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Scuola

Da settembre 2023 sono stati 69 i crolli che hanno interessato le scuole, un numero mai raggiunto negli ultimi sette anni: di questi, 28 si sono verificati nelle regioni del Sud e nelle Isole, altrettanti al Nord, 13 nelle regioni del Centro. In molti casi eventi preannunciati da segnali visibili, ma sottovalutati. È sempre troppo elevato il numero degli edifici scolastici che non possiede il certificato di agibilità (59,16%) né quello di prevenzione incendi (57,68%) o senza collaudo statico il 41,50%. Sembra un bollettino di emergenza della Protezione civile, ma secondo il XXII Rapporto Cittadinanzattiva si intravedono dei piccoli miglioramenti, tuttavia ancora insufficienti se si considera che poco più del 3% ha avuto interventi di adeguamento sismico e l’11,4% è stato progettato secondo la normativa antisismica.

Manutenzione. Il 64% dei 361 docenti intervistati da Cittadinanzattiva rileva la presenza di fenomeni dovuti alla inadeguata o assente manutenzione, prime fra tutte infiltrazioni di acqua, distacchi di intonaco, tracce di umidità. La metà degli intervistati ha segnalato situazioni di inadeguatezza rispetto alla sicurezza e ha riscontrato un intervento a seguito della propria segnalazione. Riguardo alle prove di emergenza il 92% dichiara di aver partecipato mentre l’8% sostiene che non siano state effettuate. In prevalenza le prove hanno riguardato l’incendio e il rischio sismico, mentre l’alluvione e il rischio vulcanico restano fanalino di coda nonostante la frequenza crescente dei fenomeni disastrosi provocati dalle alluvioni e dal cambiamento climatico.

Asili nido. Sono meglio tenuti rispetto alle altre scuole, peccano sul fronte dell’adeguamento sismico. I dati riguardano 887 asili nido. Per quel che concerne certificazioni e manutenzione, i dati descrivono una situazione migliore rispetto a quella degli edifici scolastici per la prevenzione incendi (75% dei nidi ne è in possesso), la conformità degli impianti (81%) e la certificazione igienico-sanitaria (74%). Così pure per l’agibilità e l’abitabilità, presente nel 66% dei nidi e il collaudo statico, effettuato per il 51%. Elevata la percentuale di nidi nei quali sono stati effettuati interventi di manutenzione ordinaria, 81%, indice di una costante attenzione da parte dei Comuni; più bassa ma significativa la percentuale di quelli oggetto di manutenzione straordinaria: 39%. La mensa è interna in quasi tutti i nidi (93%); il servizio è appaltato all’esterno nel 59% dei casi. Sono previste diete speciali ovunque. La gran parte dei nidi dispone di un cortile o di uno spazio verde attrezzato che, nell’87% dei casi risulta dotato di recinzione esterna. Il 5% dei nidi ha sistemi di video sorveglianza interni e il 10% sistemi di videosorveglianza esterni. Tali provvedimenti sono messi in atto per scoraggiare le numerose incursioni notturne vandaliche, ma anche a seguito degli episodi per fortuna occasionali di maltrattamenti o violenze nei confronti dei piccoli utenti.

Università. Cittadinanzattiva ha avviato un secondo monitoraggio sperimentale in 22 sedi universitarie di 7 città: Bologna, Cagliari, Pisa, Napoli, Salerno, Campobasso, Isernia. Il percorso di ingresso risulta praticabile alle persone con disabilità motoria in quasi tutte le strutture esaminate (19), mentre posti auto riservati nel cortile o nel parcheggio, sono assenti in 5 di esse. L’ascensore è presente in 21 sedi monitorate e risulta funzionante, adatto al trasporto di una carrozzina e con pulsantiere alla portata di una persona in carrozzina. Distacchi di intonaco, presenza di umidità e altri segni di fatiscenza sono presenti soprattutto su pareti e soffitti dei corridoi e dei bagni di 8 sedi monitorate, e, in misura minore, in alcune aule. All’interno dei bagni sono presenti quasi ovunque il sapone per le mani, gli asciugamani, la carta igienica e gli scopini dei WC. Le aule non sempre sono adeguate al numero degli studenti, così come le sedute che, in alcune aule di 13 facoltà, non sono neanche in buone condizioni. Al contrario di quanto avviene negli istituti scolastici, 18 delle 22 sedi monitorate dispongono, in quasi tutte le aule, di sistemi di aerazione o ventilazione e, in 16, di sistemi antincendio. Ben 17 dispongono di un cortile, quasi sempre dotato di buona pavimentazione (16 casi) o di recinzione (13 casi), in 14 sono presenti spazi verdi ben curati. In 5 sedi il cortile risulta ingombro di materiali.

Calendario scolastico. Si può cambiarlo? Sì, se si investe su palestre, mense, spazi verdi e sugli impianti di condizionamento e ventilazione. A oggi, questi ultimi sono troppo pochi, appena nel 6% delle sedi scolastiche. La regione Marche è la più virtuosa (26,4%), seguita da Sardegna (15,7%) e Veneto (9,7%); in fondo il Lazio con appena l’1,6% di scuole che ne è dotato.

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