La ministra per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa, Maria Elisabetta Casellati, ha lanciato un messaggio chiaro e determinato dal palco di Atreju 2024. La ministra ha ribadito con forza l’importanza del premierato per dare all’Italia quella stabilità che mai ha avuto nella storia repubblicano definendola come la madre di tutte le riforme. Parole che sanno quasi di all in per lei che vuole lasciare un segno indelebile con l’approvazione della riforma costituzionale.
Atreju 2024 il video con le parole di Casellati sul premierato
“La riforma del premierato non è più solo una priorità, ma una scelta obbligata per l’Italia. In 76 anni di storia repubblicana – ha dichiarato Casellati – abbiamo avuto 68 governi della durata media di 14 mesi. L’obiettivo della riforma è dare stabilità al nostro Paese, avere credibilità a livello internazionale, che porta attrattività degli investimenti esteri, fiducia dei mercati”. Per la ministra, la soluzione passa dall’elezione diretta del presidente del Consiglio, un meccanismo in grado di rafforzare il legame tra elettori e governo. “L’elezione diretta riporta il cittadino a essere protagonista del voto. Si sono avvicendati governi che non rappresentavano il voto popolare”, ha spiegato Casellati, evidenziando come la riforma miri a restituire centralità alla volontà dei cittadini.
“Delusa dalle opposizioni: no pregiudiziali e 3600 emendamenti”
Nel corso del suo intervento, la ministra non ha nascosto l’amarezza per l’atteggiamento delle forze di opposizione: “Ho avuto una grande delusione il nostro programma prevedeva il semipresidenzialismo alla francese. Io ho dialogato con tutti i partiti, associazioni di categoria e sindacati, e mi sono presentata con una formula aperta. Avevo detto: ‘c’è solo un paletto, quello dell’elezione diretta del presidente della Repubblica o del Consiglio’”.
Nonostante la disponibilità a rinunciare al semipresidenzialismo in favore di un “premierato all’italiana”, la risposta delle opposizioni, secondo Casellati, è stata un muro di chiusura totale. “Se ho fatto un passo indietro rinunciando al semipresidenzialismo, cercando di trovare un punto di caduta sul premierato, non posso rinunciare a tutto. Nelle transazioni ognuno cede su qualcosa”, ha osservato la ministra, ribadendo il suo impegno al confronto. Tuttavia, ha denunciato l’ostruzionismo delle forze politiche avverse: “C’è un pregiudizio e un no a prescindere dal contenuto. È inaccettabile”.
Il tema della collaborazione è tornato con forza nel suo intervento. “Di solito, per andare d’accordo bisogna essere in due”, ha dichiarato Casellati, puntando il dito contro i 3600 emendamenti presentati dalle opposizioni. “Non significa volontà di collaborare, significa pregiudizio. Ed è inaccettabile per la riforma di una Costituzione sulle cui gambe camminiamo tutti i giorni”.
Un “premierato all’italiana” per superare la frammentazione politica, ma quanto rischia Meloni?
Il titolo del panel a cui ha partecipato la ministra, “La via italiana alle riforme”, ha rappresentato un’ulteriore occasione per rivendicare l’originalità del progetto di riforma del premierato. Il discorso di Maria Elisabetta Casellati ad Atreju rappresenta una chiamata alle armi per la riforma più importante del governo Meloni, ma proprio questa sua centralità potrebbe rappresentare un vero e proprio all in. Se la riforma non si concretizzasse oltre al ministro sarebbe a rischio la stessa premier Meloni? La via italiana passa solo dal premierato.



