Crosetto ad Atreju su Siria: “Trump? Dobbiamo difenderci da soli” | Video

giovedì, 12 Dicembre 2024
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Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha partecipato al consueto appuntamento di Atreju, dove ha affrontato il tema della crisi siriana e più in generale delle tensioni geopolitiche internazionali. Il ministro si è anche soffermato sulle spese per la difesa, sottolineando come tutti debbano imparare a difendersi da soli essendo nota la politica estera di Trump.

Crosetto il video con l’intervista ad Atreju

Il ministro ha risposto con chiarezza a una domanda sulla posizione dell’Italia e sull’evoluzione della crisi siriana: “Guardate, non c’è nessuno al mondo che in questo momento possa fare delle previsioni sullo scenario siriano. Lo stiamo seguendo tutti e auguriamo che la situazione non peggiori. Chiaramente in Siria si confrontano gruppi diversi, non esiste un gruppo egemone. Tutte le nazioni stanno cercando di fare in modo che la nuova Siria non riapra la guerra civile e i primi gesti che sono stati fatti da questa nuova leadership, cioè aver perdonato e riacceso un dialogo, vanno in questa direzione. Detto ciò, ripeto: nessuno può scommettere sul futuro, ma tutti ci stiamo muovendo perché non si apra una nuova grande ferita in quella zona.”

Crosetto ha poi fatto riferimento alla difficile situazione in Libano: “Abbiamo raggiunto con difficoltà un equilibrio in Libano. Mi auguro che i prossimi giorni possano portare buone notizie, sulle quali tutti stiamo lavorando anche sul fronte palestinese a Gaza.”

Il ministro ha sottolineato l’intensa attività diplomatica italiana: “Nel frattempo ho sentito il mio collega turco, oggi ho parlato con la collega spagnola e con altri colleghi. Ci stiamo muovendo tutti perché in Siria ci siano le condizioni, diciamo, anche lì di una tregua che possa durare e portare al ripristino di una pace stabile.”

Ucraina e missioni di pace

Parlando del conflitto in Ucraina, ha poi espresso realismo: “È inutile parlare adesso di una cosa che tutti vorremmo, cioè la pace in Ucraina, ma che adesso è ancora lontana. Ho detto semplicemente che, tutte le volte che scoppierà una pace, sarà importante avere dei contingenti internazionali. L’Italia non si tirerà indietro, perché le nostre forze armate sono state le prime ad essere onorate in una parte del mondo, e in futuro ne avremo bisogno ancora.”

Parlando della crisi migratoria e delle politiche europee, Crosetto ha quindi affermato: “C’è stata una gara in Europa a ritirare le cittadinanze ai siriani. Adesso la Siria è un luogo difficile, ne parli col Ministro degli Interni quando verrà. Io faccio già fatica a occuparmi delle questioni di mia competenza. Se lei chiedesse al Ministro della Cultura delle questioni che riguardano la Difesa, non ne saprebbe parlare, e io non so parlare delle questioni di altri ministeri. Ognuno deve fare il proprio mestiere.”

Gli Stati Uniti e la difesa europea.
Uno dei temi più dibattuti riguarda la presunta futura riduzione del supporto statunitense alla difesa europea, con Crosetto che ha chiarito la sua posizione: “Prima mi è stato chiesto se gli Stati Uniti potrebbero non difenderci più. La domanda era riferita a Trump. Trump ha detto chiaramente che ognuno deve difendersi e che tutti insieme ci difendiamo. Se ognuno si difende da solo, questo ci mette di fronte alle nostre responsabilità. Ma l’aveva già detto quattro anni fa, quindi non c’è nulla che mi sorprende. È un anno e mezzo che io ripeto, in sede europea e NATO, che una futura leadership americana avrebbe chiesto a ognuno di noi, Italia per prima, di prendersi cura di se stessa.”

Spese militari: l’obiettivo è il 2%

Sulle voci di un aumento della spesa militare italiana, il ministro ha precisato: “Mi è stato chiesto se ho parlato con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di aumentare le spese militari al 2,5% o al 3%, come chiesto da alcuni partner. Non ne abbiamo ancora parlato. Per adesso l’impegno NATO è al 2% e noi stiamo cercando di perseguire la prospettiva che ci siamo dati, ovvero il 2028 come termine per raggiungere questo obiettivo. Poi vedremo se ci saranno ulteriori sviluppi.”

Israele, Siria e le mosse di Netanyahu

Un altro tema toccato da Crosetto riguarda le recenti azioni del governo israeliano, guidato da Benjamin Netanyahu, in Siria e sui territori occupati. Alla domanda se fosse preoccupato per le azioni di Netanyahu, il ministro ha risposto con cautela: “Se mi preoccupa la politica di Benjamin Netanyahu in Siria? Lui ha riconquistato il Golan e ha detto ‘Saremo lì per sempre’. C’è chi parla di un Netanyahu più aggressivo e di un governo messianico che vuole ricostituire la ‘Grande Israele’. Vediamo. Lasciateci lavorare per portare la pace e un po’ di serenità in quei luoghi. È quello che sto facendo e che stiamo facendo tutti.”
Il lavoro costante del governo per la pace
Crosetto ha infine sottolineato l’impegno del governo italiano: “Non c’è un giorno in cui il premier Meloni, il ministro Tajani e io non cerchiamo di lavorare per conquistare nuovamente la pace in quei territori.”

Infine, una riflessione sui presunti nodi interni alla maggioranza: “Se ci sono nodi in maggioranza da sciogliere? Lo so, ma io mi occupo di Difesa. Ogni governo ha necessariamente dei nodi da risolvere. Quando i governi sono formati da più partiti, ogni partito ha le proprie priorità e la propria linea. Fino ad oggi non c’è stato nessun nodo che non sia stato sciolto.”

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