Bonus in Manovra. Cosa cambia

venerdì, 20 Dicembre 2024
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La Manovra 2025 porta con sé un cambiamento epocale nell’universo dei bonus edilizi, ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus, bonus mobili e persino incentivi per gli elettrodomestici. È il Governo che prende il bisturi e ridefinisce le regole, fra proroghe, decurtazioni e nuove condizioni. Sullo sfondo, l’obiettivo ambizioso: conciliare esigenze fiscali e sostenibilità.

Una tela di nuove aliquote

Partiamo dal bonus ristrutturazione, che conserva il 50% per la prima casa nel 2025, ma dal 2026 inizia a declinare: il 36% per tutti, prima o seconda casa, con un tetto di spesa invariato a 96.000 euro. Poi, dal 2028, si scende ulteriormente: un malinconico 30%, con un tetto dimezzato. È la fine di un’era per chi sperava nella generosità dello Stato per rifare il tetto o rinnovare il bagno.

Per l’ecobonus, l’orizzonte si fa più uniforme: una sola aliquota del 50% per le prime case nel 2025, che scende progressivamente. È la spinta a un futuro più efficiente, ma non senza sacrifici. Dal 2026, il bonus si sgonfia, specchio di una politica che chiede agli italiani di fare di più con meno.

Stop alle caldaie a gas: una rivoluzione climatica

Forse la novità più simbolica è l’esclusione dal 2025 degli incentivi per le caldaie a gas. Rimangono in gioco solo gli impianti ibridi o alimentati da fonti rinnovabili. È una mossa che non ammette compromessi, un segnale forte verso una transizione ecologica che l’Europa osserva da vicino.

Sismabonus e Superbonus: il ridimensionamento

Anche il tanto celebrato sismabonus si piega alla logica della decrescita: si parte dal 50% per le prime case, ma il calo è inesorabile fino al 2027. Il Superbonus, invece, si ritira nel suo guscio: nel 2025 sarà disponibile solo per chi ha già messo in moto la macchina burocratica entro ottobre 2024. Un colpo duro per chi sperava di salire all’ultimo su questo treno di incentivi.

Elettrodomestici e mobili: piccoli spiragli

Sul fronte della casa, arriva un nuovo bonus elettrodomestici, mirato a premiare l’efficienza energetica. Contributi contenuti – fino a 200 euro per i nuclei familiari meno abbienti – ma con una condizione severa: gli apparecchi devono essere europei e quelli vecchi riciclati. Rimane il caro vecchio bonus mobili, invariato nel suo tetto di spesa di 5.000 euro.

Il verde dimenticato

È l’addio al bonus verde, che muore alla fine del 2024 senza proroghe. Un silenzio che pesa, soprattutto in un Paese dove la cura degli spazi esterni sembra sempre relegata in secondo piano.

Un cammino tutto in salita

La Manovra 2025, tra tagli e ridefinizioni, somiglia a una lunga salita per gli italiani. La promessa è quella di una casa più verde, più sicura, più efficiente, ma il percorso è disseminato di regole stringenti e di incentivi che svaniscono col tempo. È una politica che, come una mano di Giorgio Bocca, non fa sconti: chi vuole costruire il futuro della propria casa dovrà farlo con le proprie forze – o quasi.

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