Elisabetta Belloni si dimettete da capo del Dipartimento informazioni per la sicurezza (Dis), cioè la direzione dei Servizi segreti. Questa decisione spiazza un po’ tutti nel governo, anche se la premier Giorgia Meloni e il sottosegretario Alfredo Mantovano ne erano informati da giorni. Le domande sorgono spontanee: che cosa c’è dietro? C’è un oscuro retroscena? Dubbi più che legittimi, visto che il capo dei Servizi non è esattamente il responsabile di un qualsiasi, innocuo organismo dello Stato.
Per capirci qualcosa, cominciamo con il dire che la direttrice del Dis avrebbe dovuto lasciare l’incarico tra qualche mese, ma ha pensato di anticipare l’addio all’inizio dell’anno. Ufficialmente si parla di motivi personali, ma la politica italiana è in agitazione. E la fantasia di qualcuno corre a velocità supersonica, anzi…spaziale, come quella dell’ex parlamentare di FI Osvaldo Napoli (ora in Azione), il quale ipotizza che le dimissioni della Belloni possano essere legate alla notizia che il governo avrebbe siglato un accordo con SpaceX di Elon Musk. Palazzo Chigi smentisce, ma Napoli spara lo stesso: «È il caso che la presidente Meloni chiarisca alla Nazione le ragioni per cui la tutela della tanto amata sovranità nazionale dovrebbe essere affidata a un privato cittadino americano». Figuriamoci se alla Belloni possa essere venuto in mente di lasciare il suo delicato e prestigioso incarico per una voce di corridoio. E, nel caso, perché poi? Quando l’immaginazione politica si scatena tende spesso a tracimare oltre gli argini del buon senso.
Le ipotesi più accreditate sono più terra terra, ma non per questo meno complesse. Dietro le dimissioni di Elisabetta Belloni ci sarebbe in realtà una distanza crescente con alcuni membri del governo, in particolare con il sottosegretario Mantovano, che ha la delega ai Servizi. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe legata alla nomina di Tommaso Foti a ministro dei fondi Pnrr (una delle cariche politiche di maggior potere in questo momento) a seguito della nomina di Raffaele Fitto a vicepresidente della Commissione Ue: inizialmente era stato fatto proprio il nome della direttrice del Dis, ma tale possibilità avrebbe incontrato il congiunto fuoco di sbarramento sia di Mantovano sia di Antonio Tajani. Il ministro degli Esteri avrebbe voluto che tale incarico fosse ricoperto da un esponente di Forza Italia, rimanendoci poi con un palmo di naso…
Non è la prima volta che la Belloni s’è vista presa in giro dalla politica. La volta precedente fu ancora più clamorosa. Nel 2022 il suo nome comparve tra i papabili per la carica di presidente della Repubblica. Sembrava quasi fatta: c’era l’accordo del centrodestra, di Conte e di parte del Pd. Ma poi rispuntò Sergio Mattarella, complice anche Matteo Salvini, che al momento decisivo cambiò idea. Questa piroetta del capo della Lega fece peraltro infuriare Giorgia Meloni, che se la legò al dito perché aveva grande stima della Belloni.
L’ultima vicenda deve aver convinto Elisabetta a dire basta. Ma, al di là del fatto personale, l’abbandono anticipato della direttrice del Dis segnala che in questi anni si devono essere confrontate diverse idee sulla politica della sicurezza all’interno dello Stato. E vale la pena anche ricordare che nel corso del 2024 è esploso il caso dossieraggi della Dia.
Siamo curiosi di saperne quanto prima qualcosa di più…


