Trump “minaccia” Putin: «Chiudi questa ridicola guerra oppure sanzioni e tasse»

giovedì, 23 Gennaio 2025
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Evidentemente non basteranno solo 24 ore per chiudere il conflitto russo-ucraino come aveva solennemente annunciato Donald Trump in campagna elettorale. Così, il neopresidente americano ha deciso di passare alle vie di fatto con l’amico Putin. Dopo aver chiesto una telefonata al suo omologo russo, ha rilasciato una serie dichiarazioni di fuoco: «Un accordo per la pace subito oppure imporremo tasse, tariffe e sanzioni». Non solo alla Russia, ma anche a vari altri Paesi che partecipano in qualche modo al conflitto in Ucraina, ha fatto intendere Trump. si tratta di Iran e Corea del Nord, che forniscono apertamente assistenza militare a Mosca e, sullo sfondo di un negoziato più ampio, anche della Cina, il cui supporto all’economia di guerra russa è di vitale importanza.

«Alla Russia, la cui economia sta fallendo, con un’inflazione che va verso il 10%, farò un grandissimo favore – ha detto ancora il tycoon – sistemate le cose e fermate questa ridicola guerra! Facciamola finita! Possiamo farlo nel modo più semplice o più difficile: il modo più semplice è sempre meglio. È il momento di concludere un affare. Non si dovrebbero perdere altre vite».

Cento giorni, è il nuovo termine che Trump si è dato per fermare la guerra. «Dopo tre anni e centinaia di migliaia di morti e di feriti da una parte e dell’altra è venuto il momento di dire basta». Tuttavia “imporre una pace” non sarà facile né con la forza delle sanzioni né con un rinnovati sforzi diplomatici. Se n’è accorto anche il segretario di Stato americano, Marco Rubio, quando ha chiesto a Mosca e a Kiev di prepararsi a «concessioni» reciproche come requisito fondamentale per giungere a un accordo solido tra russi e ucraini. Da Mosca è arrivata una replica piuttosto vaga: «Attendiamo qualcosa di più chiaro e concreto – ha commentato laconico Lavrov – per chiudere servono accordi affidabili, giuridicamente vincolanti e impossibili da violare».

Intanto, la Camera americana ha approvato il Laken Riley Act, la legge anti migranti della presidenza Trump che prevede la detenzione fino alla loro espulsione di un’ampia fascia di stranieri senza documenti, compresi i richiedenti asilo, che hanno commesso reati minori come il furto o taccheggio. È la prima stretta in materia e sarà forse la prima legge che firmerà Donald Trump allo Studio Ovale. Il provvedimento prende il nome da una studentessa universitaria di 22 anni assassinata in Georgia da un venezuelano senza documenti, ricercato per furto nei negozi.

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