Le tensioni tra il governo e una parte della magistratura continuano a crescere, con proteste sempre più evidenti contro la riforma della giustizia che nei giorni dell’inaugurazione dell’anno giudiziario hanno coinvolto le toghe da Milano al Sud. Diversi magistrati hanno abbandonato le aule come segno di dissenso verso le politiche del governo. Matteo Salvini, intervenuto durante un evento della Lega a Ponte Milvio, ha criticato duramente queste manifestazioni, ribadendo il ruolo delle toghe come garanti dell’applicazione delle leggi. Anche altre figure istituzionali, come il presidente del Senato Ignazio La Russa e il ministro della Giustizia Carlo Nordio, hanno commentato la situazione, difendendo la riforma e il lavoro del governo.
Salvini vs magistrati, il video con l’attacco del vicepremier
Nel corso della raccolta firme per il DDL Sicurezza a Ponte Milvio, Matteo Salvini ha attaccato apertamente i magistrati protagonisti delle recenti proteste contro il governo. “I magistrati non vengono pagati dai cittadini italiani per contestare o sovvertire le leggi, ma per applicarle. Trovo irrispettoso che alcuni si alzino e lascino l’aula quando un rappresentante del governo prende la parola”, ha dichiarato il vicepremier.
Salvini ha difeso la riforma, sottolineando che è stata approvata democraticamente e che azioni come quelle viste durante le cerimonie dell’anno giudiziario rappresentano una mancanza di rispetto verso il Parlamento e i cittadini. “Fortunatamente, la maggioranza dei magistrati vuole lavorare per il bene del Paese e non fare politica”, ha aggiunto.
Le proteste dei magistrati contro il governo, da Milano a Napoli
Le proteste dei magistrati si sono manifestate in varie città d’Italia durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario. A Milano, alcuni magistrati hanno lasciato l’aula in dissenso contro le riforme. In questo contesto, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha dichiarato: “Purché tutto sia nell’alveo della Costituzione, nessuno può arrogarsi il diritto di cancellare le decisioni che prende il Parlamento.”
A Napoli, il ministro Carlo Nordio ha commentato le proteste con toni concilianti: “Il dissenso è il sale della democrazia e ringrazio i magistrati per averlo espresso in maniera composta. Ma pensare che io, un ex magistrato con oltre 30 anni di servizio, voglia umiliare la magistratura è ingiusto.” Nonostante ciò, alcuni magistrati hanno abbandonato il Salone dei Busti di Castel Capuano durante il suo intervento.
A Roma, durante l’inaugurazione presso la Corte d’Appello, si è verificato un episodio analogo: un gruppo di toghe ha lasciato l’aula stringendo in mano copie della Costituzione mentre parlava il sottosegretario Alfredo Mantovano in rappresentanza del governo: “Vogliamo fare una riforma per i cittadini, non contro i magistrati.”
Sarà una primavera di proteste sul tema della giustizia dove il governo dovrà dimostrarsi compatto e coeso, con l’ipotesi referendum che prende sempre maggiore piede.



