La persona che amo tornerà da me? Ecco come rispondono i tarocchi

lunedì, 27 Gennaio 2025
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Chiunque, sia per diletto che per professione, si trovi a interrogare i Tarocchi per soddisfare la richiesta d’un consultante – amico o cliente che sia – s’imbatterà con cadenza quasi ossessiva nella più classica delle domande: ‘La persona che amo ritornerà da me?’.

Eccoci qui quindi con un primo esempio di stesa ‘a croce’ – la più semplice delle stesure, molto adatta quindi ai principianti – per rispondere a questa lancinante questione.

E non arricciate troppo i vostri disincantati nasi post moderni, perché nel piccolo spazio sacro d’un salottino da divinazione i più influenti e cinici di voi spesso vengono a Canossa. E con voce malsicura avanzano l’eterna domanda ‘Ma Lei (o Lui)… insomma, c’è qualche speranza?… no perché vede… beh, un litigio (una separazione, un allontanamento non spiegato)… non riesco a togliermela/lo dalla testa ( dal cuore, dalle viscere o da qualsivoglia altro organo)… mi cercherà? Devo fare io il primo passo? Torneremo insieme?’

Farò ricorso al classicissimo mazzo dei Tarocchi di Marsiglia. Piccola nota storica: nati in Italia verso la metà del ‘400, i Tarocchi, detti allora Trionfi, erano oggetto principesco, con carte create dai pittori di corte, preziosamente ricoperte di lamine d’oro lavorate a bulino. I Signori di allora se ne facevano gradito dono, così come dei richiestissimi falconi o di magnifici purosangue. Ma espulsa l’Italia in qualità di primattrice dalla scena europea – il che avvenne intorno alla metà del ‘500 – il testimone di questo versatile mazzo passò alla Francia.

Il simpatico e godereccio gigante Gargantua, racconta Rabelais, si dilettava di giocare ai tarocchi col mazzo di Marsiglia. Lo scriveva nel 1534. Dunque già a quell’epoca il popolarissimo mazzo aveva emesso i primi vagiti. Meno prezioso dei suoi italici antenati – e per questo molto più agevole a essere stampato e diffuso – differiva da quelli solo perché i 56 arcani minori recavano simboli francesi e non italiani. Vale a dire che alle nostre coppe, bastoni, danari e spade, vennero sostituiti i cuori, i fiori i quadri e le picche.

E ora veniamo all’ambita domanda: ‘RITORNERÀ DA ME?’

Ovviamente può trattarsi d’una donna che chiede per un uomo, o del contrario, così come di gay o transgender che chiede dell’essere amato. I Tarocchi sono generalisti, multietnici e non viziati da alcun vincolo sacerdotale. Sia nei confronti delle religioni che dei partiti politici. Userò per la risposta i 22 arcani maggiori dei tarocchi di Marsiglia. Ed ecco le carte estratte in questa prima stesura:

Si leggono a partire dalla prima a sinistra, che nel nostro caso è l’ottavo Arcano maggiore: la Giustizia.
La carta in prima posizione ci dice ciò che gioca a favore del consultante nella questione che ha posta.

Mentre la carta che le si oppone – l’arcano IV, l’Imperatore nel nostro caso – rappresenta ciò che gioca a suo sfavore. Gli ostacoli, i ritardi, gli atteggiamenti mentali suoi o degli avversari che lo intralciano.

La carta che sovrasta le prime due – nel nostro caso la Papessa – ci illumina circa lo stato attuale della situazione di cui si vuol conoscere l’esito. A che punto ci troviamo oggi, insomma, anche a causa delle azioni passate, nostre o altrui. La carta decisiva è quella in basso, in quarta posizione: nel nostro caso l’Arcano VII, il Carro. Questa quarta carta ci ragguaglia sull’esito, sul risultato finale.

Poichè le carte, come gli astri, ‘inclinano ma non determinano’, bisogna figurarselo come il risultato più probabile, tenendo conto dei pro e dei contro, e della nostra capacità di orchestrarli a nostro favore. C’è poi la quinta carta – importantissima anche lei – che risulta dalla somma geomantica di tutti e quattro questi arcani, ma la vedremo alla fine. C’informa sul significato più profondo di tutto quanto succederà al consultante in relazione alla domanda posta. Non è sempre in accordo col risultato visibile e terreno (quarta carta).

Può anche contraddirlo, o addirittura rovesciarlo, proprio come accade nelle nostre vite. Desideri che si realizzano possono spesso tramutarsi in leggere o pesanti sciagure, è cosa nota. Come è pure noto il contrario: sciagure lievi o pesanti possono nel tempo rivelarsi proficue. E chiunque abbia superato i quindici anni, se sincero, troverà tale enunciato così veridico da rasentare il banale.

Ma torniamo alla nostra domanda: la persona per cui si chiede ritornerà da noi?

Giustizia in prima posizione, opposta all’Imperatore in seconda, ci fa intuire che tra i due ‘contraenti’ del patto sentimentale si è arrivati a una sorta di ‘stop’ benigno, allo scopo di riequilibrare la relazione.

Per ora – Imperatore in seconda posizione, quella degli ostacoli e degli atteggiamenti nocivi – è consigliabile mediare all’interno della propria coscienza, evitando giudizi troppo drastici, ostinati ed egoici, tipici di un Imperatore in zona d’ombra.

Molto positiva la Papessa in terza posizione, soprattutto considerando che in quarta abbiamo la vittoriosa carta del Carro.
C’informa, questa pacata e sapiente donna velata, che la situazione è in positiva evoluzione. Se i due innamorati attraversano una fase di sospensione e silenzio, sappia la/il consultante che si tratta di un silenzio fertile e promettente. È come se il presente attuale stesse incaricandosi di partorire un felice futuro. Anche se non faceva parte della domanda, possiamo senz’altro consigliare alla/al consultante di non muovere passi affrettati. Pare difatti che l’Universo stia prendendosi serena cura di lei/lui e dell’essere amato.

Ipotesi confermata dal Carro in quarta posizione, quella dell’esito. Così collocato ci parla senz’altro di vittoria, anche se la vittoria rappresentata da questa carta è sempre quella meritata e in qualche modo ‘faticata’. In certe questioni – soprattutto quelle sentimentali – starsene fermi e zitti può risultare più faticoso e impegnativo di qualunque repentino e spericolato acting out.

Dunque la nostra risposta è un chiaro sì: la persona in questione senz’altro si rifarà viva, e per un risultato durevole, come ci suggerisce la lentezza formativa della Papessa in terza.

Ci rimane da esaminare la quinta carta – la ‘sentenza’, per alcuni tarologi.

Dobbiamo fare la somma geomantica dei quattro arcani usciti. 8+4+2+7 = 21. In questo caso, poiché il risultato non oltrepassa il 22, somma geomantica e somma aritmetica coincidono. Se il risultato fosse stato per esempio 45, avremmo dovuto sommare il 4 e il 5, ottenendo un nove (arcano IX l’Eremita).

Noi invece abbiamo ottenuto il XXI, che corrisponde a uno degli Arcani più benigni dell’intero mazzo: Il Mondo.

Carta di completamento, di riuscita totale, di soddisfazione priva d’ombre – nei suoi più semplici significati ‘luce’ – possiamo senz’altro rassicurare il nostro consultante: la sua persona del cuore ritornerà senz’altro. E non solo: lo farà in accordo con le parti più celate del proprio destino e di quello della persona a cui ritorna.

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