Una richiesta chiara ma anche un po’ strategica quella di Emmanuel Macron diretta alla premier Meloni: restare uniti nell’inviare soldati all’Ucraina per mantenere una pace e una stabilità insieme agli altri paesi europei. E dopo la conferenza stampa e il teatrino andato in scena a Washington settimana scorsa tra Zelensky e Trump è necessario che l’Europa faccia da mediatore e da “cuscino diplomatico”. Questi i desiderata emersi dalla riunione di Londra. Ruolo strategico secondo Macron è quello dell’Italia nella persona di Giorgia Meloni. Un compito in classe che come alle elementari la maestra dava alla secchiona di turno con grandi aspettative così il primo ministro francese si rivolge al presidente del consiglio italiano lanciando segnali chiari alla Meloni, nella speranza di coinvolgere l’Italia con un ruolo di primo piano nella nuova Europa che prova a nascere, e che è chiamata a camminare ora più mai sulle sue gambe dopo lo strappo americano. Parigi chiama Roma quindi, e già dopo i due incontri di Febbraio all’Eliseo e ieri a Londra il premier francese condivide con l’Italia il tentativo di non approfondire le divisioni tra le due sponde dell’Atlantico. E’ stata solo una conferenza stampa andata male tra Trump e Zelensky», si limita a dire Macron e lo fa lanciato una frecciata alla Meloni che ora ha un ruolo decisivo per tenere saldi i rapporti tra Europa e Usa alla luce dello strappo Ucraino. Il premier francese poi incalza dicendo di aver bisogno dell’Italia al fianco delle super potenze Francia e Germania per garantire sicurezza e solidità ma in realtà la vuole mettere in difficoltà e la tira in ballo. Sulla scia di quando detto pochi giorni prima a Bruxelles da Mario Draghi è necessario ora essere compatti e uniti per scongiurare il peggio. La Meloni dal canto suo giudica la proposta del piano di pace franco britannico interessante ma si trova più in sintonia con il premier britannico Starmer sulla necessità di preservare il legame transatlantico e «l’unità dell’Occidente», applaudendo l’opportunità di un vertice di emergenza tra europei e americani. Anche se la strada di una nuova Europa che rinunci alla tutela di Washington per accettare quella di Parigi è ancora lontana.



