Trump, i dazi e i contro-dazi. Ecco chi pagherà veramente

giovedì, 6 Marzo 2025
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Donald Trump sta facendo quello che aveva promesso in campagna elettorale ammesso che il popolo americano abbia compreso bene gli effetti di alcune sue ricette. Lo ha capito bene il mercato e il Tycoon, essendo un uomo di affari, la sveglia della Borsa americana l’ha sentita suonare forte e chiara.

Questa politica economica isolazionista di Trump attraverso i dazi porterà a dei contro dazi che avranno il solo effetto di affossare i mercati, di mettere a rischio la ripresa economica mondiale e di colpire soprattutto i paesi con alto debito pubblico. Con l’aumento dei prezzi di molti prodotti colpiti dai dazi si avrà un aumento dell’inflazione e negli Stati Uniti ha già rialzato la testa ma anche in Italia e in Europa e questo metterà in grossa difficoltà sia la Federal Reserve sia la BCE nella loro politica che prevederebbe di abbassare ulteriormente i tassi di interesse.

Se l’inflazione aumenterà i tassi non diminuiranno. Tuttavia, chi pagherà maggiormente questa politica dissennata che vorrebbe condizionare i mercati sarà alla fine il consumatore che vedrà una diminuzione sostanziale del suo potere di acquisto.

I dazi colpiranno anche non solo i prodotti specifici ma anche la componentistica e questo comporterà un aumento generale dei prezzi al consumo.

Se torniamo a ragionare a casa nostra non facciamoci l’illusione che, visti i buoni rapporti con il duo Trump/Musk, possiamo avere dei vantaggi su questo aspetto specifico perché comunque i mercati europei sono intrecciati tra di loro. Abbiamo già segnali preoccupanti sul fronte della quotazione del BTP decennale che misura gli interessi che dobbiamo pagare sul debito pubblico.

Lo spread, che misura il rapporto tra il Btp decennale italiano e il Bund tedesco, non è un indicatore che ci dice la verità sulle condizioni del nostro debito pubblico visto che la Germania viaggia con le gomme sgonfie a livello economico. Oggi abbiamo un BTP decennale che sfiora il 4% che è il costo degli interessi che paghiamo annualmente a chi oggi compra il nostro debito. È evidente a tutti che, al di là della propaganda, non siamo nella condizione di fare la voce grossa con tre mila miliardi di debito pubblico.

Abbiamo la grande occasione di rilanciare l’Europa se verrà tolto il criterio dell’unanimità in alcune scelte strategiche, se verrà rinsaldato il rapporto stretto tra Francia, Italia e Germania che è il cuore pulsante dell’Europa con l’idea di lavorare su un riavvicinamento del Regno Unito. Non esiste Europa senza l’Italia ma dobbiamo essere chiari che non c’è più l’Italia di oggi senza l’Europa.
Trump lo possiamo criticare come spettatori molto interessati ma sta realizzando le sue promesse elettorali e sarà il popolo americano che lo giudicherà a partire dalle elezioni di mezzo termine.

Dal nostro canto non siamo abituati ad una politica che mantiene le promesse come l’eliminazione delle accise sulla benzina o come i blocchi navali (+50% di sbarchi nei primi 2 mesi 2025) ma potremmo fare un elenco lunghissimo di inadempienze anche dei governi precedenti.
In Italia quello che si dice in campagna elettorale non è un qualcosa che dovrebbe essere impegnativo ma è come una licenza poetica o, meglio, un errore di comunicazione.

di Amedeo Giustini

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