Ucraina, parte da Parigi: “l’esercito della rassicurazione”, l’Italia si tiene fuori

venerdì, 28 Marzo 2025
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Tutti schierati e pronti a dare il loro contributo. E’ così che le forze alleate europee al termine del vertice parigino durato poco più di una mattinata e anticipato dalla telefonata di Macron a Trump e da una mini-riunione tra Parigi, Londra, Kiev e la Nato, hanno dato sostegno compatto, militare e civile, all’Ucraina. La mancanza di fiducia per la reale volontà di Mosca a negoziare e la necessità di dare garanzie di sicurezza all’Ucraina le cause più grandi di unanimità e scelte concordate. A Londra e Parigi è stato dato un ruolo guida per la colazione detta da più fronti: “della rassicurazione” proprio per rassicurare le sorti del popolo ucraino da parte dell’Europa. Sta nascendo una nuova alleanza europea compatta e pronta a scendere in guerra? Vedremo. Troppo presto per dirlo, certo è che nelle ultime ore le preoccupazioni non sono mancate. Un aereo spia russo, a quanto sembrerebbe dalle fonti, è stato intercettato da due Eurofighter dell’aeronautica tedesca decollati mentre il velivolo volava nello spazio aereo della Nato nel mar Baltico. Per ora grandi esclusi dalla coalizione i Paesi considerati vicini a Mosca come l’Ungheria. In ogni modo pur accogliendo in maniera positiva i colloqui tra Usa e Russia in Arabia Saudita nessuno crede che il Cremlino voglia la pace e dal vertice di Parigi si evince che i 29 paesi più l’Ue e la Nato sono a favore di Zelensky e nulla cambierà nel sostegno all’Ucraina. Macron mantiene la linea dura e ribadisce: “La Russia finge di trattare e non consentiremo che passi alcuna delle contro-verità spinte da Mosca in questi giorni”. Una riunione nella quale all’unanimità i partecipanti hanno deciso che le sanzioni contro la Russia, non saranno revocate. Zelensky è arrivato a Parigi con una convinzione: “Putin vuole dividere l’Europa dall’America e non vuole la pace”. “La Coalizione è più grande e forte”, sono le parole di Ursula Von der Leyen che ha annunciato che l’Ue anticiperà la sua parte di prestiti messi in campo dal G7, dal valore di circa 18 miliardi. La premier italiana Meloni intanto  ha ribadito che non invierà militari in Ucraina, tracciando così una linea di demarcazione rispetto alla strategia interventista franco-britannica che non si avvalerà di peacekeeping quindi ma di una forza composta da diversi Paesi europei, dispiegata in luoghi strategici e dal carattere “dissuasivo” rispetto ad eventuali escalation. Una iniziativa ovviamente che Putin respinge.

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