Collegato in diretta video da Washington con Firenze, Elon Musk è stato l’ospite d’onore della prima giornata del congresso federale della Lega. Non un semplice saluto istituzionale, ma un vero e proprio intervento-intervista con Matteo Salvini che, davanti a una platea gremita, ha rivolto all’imprenditore domande su guerra in Ucraina, dazi, libertà di espressione e terrorismo. Un faccia a faccia a distanza che ha messo al centro i temi geopolitici più caldi, con Musk protagonista come osservatore lucido e critico dello scenario internazionale.
Elon Musk al congresso della LEGA, tra guerra e dazi l’intervista con Salvini
“È arrivato il momento di fermarsi, questa macchina della guerra deve fermarsi. Chi è a favore della guerra sembra empatico nei confronti degli immigrati, ma è un’ipocrisia, perché l’empatia è qualcos’altro”, ha spiegato Elon Musk toccando il dossier più caldo in mano al presidente Trump. “Dovremmo preoccuparci di chi sta morendo in trincea in Ucraina e in Russia. Sono obbligati a uccidersi a vicenda. Perché? E per quanto ancora? È ora di dire basta”, le sue parole al congresso della Lega, rispondendo a una domanda di Matteo Salvini sul riarmo che vuole l’UE.
Musk ha proseguito con toni netti: “Non ho rispetto per chi incoraggia la guerra, per chi vuole che continui per sempre. Secondo me è qualcosa di malvagio. Se si parla con quelli della sinistra ci dicono: ‘Non possiamo cedere alla Russia’, ma non hanno nessun piano per il futuro. Così stiamo mandando a morire queste persone ogni giorno senza uno scopo. È crudele, inumano e senza alcun senso”. E ancora: “Trump ha ragione: dobbiamo ottenere la pace. Il massacro di questi giovani deve finire”.
Su un altro punto fondamentale, Musk ha chiarito di avere una visione differente rispetto a Donald Trump: i dazi. “Spero che Stati Uniti ed Europa riescano a creare una partnership molto più stretta. C’è già un’alleanza, ma può essere ancora più forte”, ha detto.
La sua visione è chiara: “Vorrei che si arrivasse a zero dazi, con una zona di libero scambio tra Europa e Nord America. E anche una maggiore libertà di movimento: chi vuole lavorare in Europa o in America dovrebbe poterlo fare. Questo è il consiglio che ho dato anche al presidente Trump”, che però per ora non lo ha ascoltato. Sembra però che il loro legame sia ancora solido, nonostante le voci di una uscita di Musk a maggio dall’amministrazione americana.
Libertà di espressione e terrorismo in Europa
Elon Musk ha poi toccato uno dei temi a lui più cari: la libertà d’espressione. “Si capisce chi è dalla parte giusta o sbagliata osservando chi vuole limitare la libertà di parola. Hitler, Mussolini, Stalin: tutti imponevano censure pesanti. Le restrizioni alla libertà sono di stampo fascista. Le idee devono vincere per la forza degli argomenti, non perché le altre vengono soppresse”.
Un monito, quello dell’imprenditore, rivolto anche all’Europa: “Le censure sono segnali evidenti. Chi incoraggia la censura è contro la libertà. Dobbiamo difendere il diritto di esprimersi”.
Infine, incalzato da Salvini sulle Tesla bruciate in Italia , Musk ha lanciato un allarme sul terrorismo: “Vediamo un enorme aumento degli attacchi in Italia e in Europa. I media cercano di sminuirli, ma le uccisioni sono sempre più frequenti. Se guardiamo la tendenza, è inquietante: si va verso massacri veri e propri. Le vostre famiglie, i vostri figli, i vostri amici saranno a rischio”.
La presenza di Musk un goal per Salvini
“Un viaggio insieme a uno dei più grandi innovatori dello spazio commerciale a dazio zero, della tutela della libertà di pensiero e di parola spero sia un bel messaggio di incoraggiamento per la Lega e per il suo futuro”, ha commentato Matteo Salvini alla fine del collegamento. Un vero e proprio goal che mostra come, forse, l’imprenditore abbia spostato il suo asse da Fdi alla Lega. A chiudere, con una battuta, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, presidente dell’assise leghista: “Ora ritorniamo sulla Terra”. Una Terra però dove i dazi ci sono e su cui il Governo Meloni dovrà dare immediate risposte agli imprenditori convocati per martedì prossimo a Palazzo Chigi.



