Nel marzo 2021 una donna di 34 anni, Dora Sciortino, è morta trafitta da un guardrail a Mascali, in provincia di Catania.
La donna, a bordo di una Peugeot 206 grigia, ha perso il controllo dell’auto andandosi a schiantare contro un guardrail. Nonostante il tempestivo intervento del 118, la 30enne ha perso la vita a causa delle gravi ferite riportate.
Stando a quanto riferito dalla Polizia Municipale e dai Carabinieri, la perdita del controllo del veicolo sarebbe stata causata dalla caduta di cenere vulcanica dei giorni precedenti che avrebbe reso l’asfalto della strada scivoloso.
Ma la madre della donna non ci sta.
Oggi, a distanza di 4 anni, ecco le sue parole: “C’era la cenere dell’Etna, il guardrail non era a norma perché era tutto a terra e, nel momento in cui l’auto ha preso un pò di cenere vulcanica, è sbandata. Ma nel punto che Dora ha sfiorato, il guardrail non esisteva, era tutto a terra. Le ruote si sono incastrate nella saia (canale artificiale impiegato per convogliare l’acqua). Quando è avvenuto il fatto, dopo tre giorni, mio figlio ha visto che dentro la saia c’erano altri pezzi di altri tipi di macchine. Dunque, non è stato un incidente. Si sapeva che prima o poi qualcuno ne sarebbe uscito morto e questo è accaduto a mia figlia”.
La donna ha continuato: “Sono quattro anni che lotto per dare giustizia a mia figlia e adesso mi ritrovo a dover pagare 6.000 euro ad un perito per andare contro il Comune di Mascali che sa perfettamente come sono andate le cose. Da considerare che, per puro caso, l’anno scorso sono passata in quel tratto e ho ritrovato il guardrail nelle stesse condizioni: aperto, senza bracci e senza nulla. A seguito del mio reclamo, due giorni prima del processo, lo hanno sistemato ma ci sono le foto, le abbiamo fatte per documentare tutto. Io non riesco più a vivere, chiedo giustizia”, ha concluso.



