Garlasco, arriva la svolta: c’é l’impronta di Andrea Sempio vicino al corpo di Chiara Poggi

martedì, 20 Maggio 2025
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É stata rinvenuta l’impronta sul muro della mano di Andrea Sempio vicino al corpo di Chiara Poggi. Questo é quanto emerso dai nuovi accertamenti scientifici disposti dalla Procura di Pavia. La notizia é stata diffusa sui social del Tg1. Dell’impronta sul muro si é parlato nella perizia disposta dagli inquirenti e, pare, anche nell’interrogatorio di Alberto Stasi tenutosi oggi.

L’impronta palmare si trova sul muro delle scale che conducono alla cantina di casa Poggi, punto in cui il killer si Chiara ha gettato il corpo dopo l’omicidio: questo collocherebbe Sempio sulla scena del crimine. Ad attribuire l’impronta ad Andrea Sempio è stata una consulenza disposta dai magistrati, diretti da Fabio Napoleone, nel corso delle indagini del nucleo investigativo dei carabinieri di Milano. Nel corso delle prime indagini, l’impronta non era stata attribuita a nessun nome, venendo addirittura considerata “di nessuna utilità”. Per la Procura di Pavia invece, appartiene ad Andrea Sempio.

A far discutere é anche un’intercettazione risalente al 10 febbraio 2017: “Ne abbiamo cannata una, che io ho detto che lo scontrino era stato ritrovato dopo che ero stato sentito, che tu hai detto che l’abbiamo ritrovato prima. Io ho detto che l’abbiamo trovato dopo essere stato sentito, già la prima volta… Ero stato sentito e poi l’abbiamo trovato“.
Queste parole sono state pronunciate da Andrea Sempio: il 37enne stava discutendo con il padre per via delle versioni contrastanti fornite sull’alibi.
L’oggetto sul quale Sempio dice di aver “cannato” è lo scontrino di un parcheggio a Vigevano delle 10:18 del 13 agosto, nonché la mattina in cui é avvenuto l’omicidio di Chiara Poggi. E su questo si é sempre basato l’alibi di Sempio, che ora barcolla più che mai.
Lo scontrino é stato consegnato ai carabinieri, perfettamente integro, il 4 ottobre 2008, dopo più di un anno, quando Sempio é stato nuovamente interrogato: “Sono stato io a trovarlo qualche giorno dopo il fatto pulendo la macchina. Quando mia moglie l’ha visto mi ha detto di tenerlo visto quello che era successo quel giorno”, aveva detto a verbale il padre del 37enne.

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