L’arte come spazio di ascolto, incontro e consapevolezza. È questo il cuore pulsante della nuova iniziativa promossa da A-Head Project dell’Associazione Angelo Azzurro Onlus, in collaborazione con l’artista Claudia Virginia Vitari e la Galleria Raffaella De Chirico Arte Contemporanea. Il progetto, che prenderà il via dal 1° luglio a Roma, mira a utilizzare l’arte contemporanea come strumento attivo di inclusione e dialogo sulla salute mentale, coinvolgendo le Strutture Residenziali e Semiresidenziali della Gnosis Cooperativa Sociale Onlus.
L’intervento artistico, articolato in tre fasi, mette al centro il rapporto tra l’individuo e le istituzioni, ponendo l’attenzione su soggetti spesso marginalizzati o invisibili nella narrazione pubblica. La protagonista del progetto, Claudia Virginia Vitari, porta avanti da anni una ricerca visiva partecipativa, sviluppata in contesti complessi come carceri, centri di salute mentale e collettivi autogestiti.
Un percorso in tre tappe
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Residenza artistica: la prima fase prevede una serie di laboratori di disegno, pittura e serigrafia che si svolgeranno all’interno delle strutture della Gnosis Cooperativa. In questo contesto, Vitari lavorerà a stretto contatto con pazienti e operatori, in un processo di immersione e ascolto, supportata dalla Dott.ssa Laura Di Felice e dal Dott. Bruno Pinkus. L’obiettivo è creare un ambiente autentico di scambio e produzione condivisa, da cui emergeranno testimonianze e ritratti.
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Produzione delle opere: le esperienze raccolte durante la residenza prenderanno forma in installazioni realizzate con vetro, carta di riso e ferro, materiali scelti per la loro capacità di evocare trasparenza e stratificazione. Attraverso la tecnica della serigrafia, l’artista comporrà opere che non impongono significati univoci, ma che aprono uno spazio interpretativo rispettoso e plurale.
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Mostra conclusiva: la fase finale del progetto sarà una mostra a Roma, in cui i nuovi lavori saranno esposti insieme a selezioni dal ciclo “Le Città Invisibili”, già presentato a Barcellona e Torino. L’esposizione offrirà uno sguardo corale e sfaccettato sulle dinamiche di marginalità, istituzionalizzazione e autodeterminazione.
«Il mio obiettivo non è quello di documentare la sofferenza, ma di creare un coro di voci che possa ampliare la consapevolezza dello spettatore», dichiara Vitari. «L’arte può essere uno spazio in cui il giudizio si sospende e si apre il terreno per una comprensione più profonda della società in cui viviamo».
Arte, cultura e riabilitazione: il senso di A-Head Project
Nato nel 2017 per volontà della famiglia Calapai, A-Head Project si propone di combattere lo stigma legato ai disturbi mentali, sviluppando percorsi riabilitativi fondati sulla creatività e l’espressione artistica. Curato da Piero Gagliardi fino al 2022, il progetto coinvolge artisti e DJ di respiro internazionale e sostiene attivamente la produzione artistica contemporanea all’interno dei percorsi terapeutici.
Attraverso A-Head, la cultura diventa motore di salute: i ricavati delle attività vengono infatti reinvestiti in progetti riabilitativi dell’Associazione Angelo Azzurro, con l’obiettivo di restituire ai giovani coinvolti una piena integrazione sociale e professionale.
I protagonisti
Claudia Virginia Vitari, artista torinese con base a Berlino, è nota per il suo impegno sociale e politico. Dopo gli studi in Germania e numerose esperienze internazionali, ha concentrato la sua ricerca sulle istituzioni totali e sulle identità marginali. Tra i suoi progetti più significativi: Percorso Galera (Torino, 2008-2009) e Le Città Invisibili (Barcellona, 2010-2013).
Raffaella De Chirico, gallerista torinese con sede a Milano, è da sempre attenta a progetti che uniscono arte e società. Con la sua galleria, rappresenta Vitari dal 2012, sostenendone il lavoro e l’approccio sperimentale.


