Maturità 2025: chi boicotterà l’orale sarà bocciato. Valditara e tutte le polemiche

venerdì, 11 Luglio 2025
1 minuto di lettura
scuola

 

Maturità ancora al centro delle polemiche. Dal ministero arrivano direttive molto rigide circa l’esame di stato soprattutto dopo i due casi che hanno fatto discutere negli ultimi giorni e infuriare il Ministro Valditara tanto da far prendere decisioni irrevocabili per il futuro anno accademico. Ad accendere la miccia i due studenti in Veneto, entrambi maturandi, che non hanno sostenuto l’orale per protesta. Il ministro dell’Istruzione parla di riforma e anticipa che comportamenti di questo tipo non saranno più possibili. Se un ragazzo non si presenta all’orale, o volontariamente decide di non rispondere alle domande dei docenti, perché vuole boicottare l’esame allora il candidato dovrà necessariamente e inderogabilmente ripetere l’anno. Da Viale Trastevere arrivano le maniere forti, sui banchi di scuola o ci vai con determinate regole oppure nulla da fare. Si torna ad una scuola autarchica? Un’inversione di marcia rispetto all’istruzione collaborativa inclusiva e accogliente? Dalle associazioni scolastiche e studentesche infuria la polemica. Vediamo cosa è successo nel dettaglio. Il primo caso è stato quello di uno studente del liceo scientifico Fermi di Padova che, per protesta si è rifiutato di sostenere l’esame ed è stato ugualmente promosso perché aveva già superato la sufficienza grazie ai voti dei crediti dell’ultimo triennio. Secondo il 19enne, l’attuale meccanismo di valutazione degli studenti non rispecchierebbe la reale capacità dei ragazzi. “C’è stato un confronto, mi hanno chiesto che cosa mi è piaciuto del programma. Sarei voluto uscire subito, ma non volevo creare problemi. Mi hanno anche dato 3 punti. Ora mi aspetta l’università”. Lo stesso studente alla luce dei fatti polemizza le nuove direttive del ministro criticandolo e dicendo che la risposta dell’inquilino di Viale Trastevere è violenta. L’altro caso ha visto come protagonista una studentessa di Belluno. Anche qui la scelta di non fare l’esame è stata presa per protestare contro i meccanismi di valutazione scolastici, l’eccessiva competitività, la mancanza di empatia del corpo docente. Ci si ribella al sistema? Cose del genere forse anni fa erano inimmaginabili, la maturità era un incubo da cui non si vedeva l’ora di uscire a tutti i costi, ora non sembra essere più così. Infuriano intanto le reazioni da parte della comunità scolastica c’è chi appoggia i ragazzi e ne valuta e approfondisce il disagio e il dissenso c’è chi mette sul piatto solo la voglia di apparire e fare gesti eclatanti per avere più follower sui social. Fatto sta che rimane alla base un enorme interrogativo: bisogna ripensare l’esame di stato? O mettere paletti e regole più ferree? Certamente stando ai fatti c’è qualcosa che non va. Dal ministero bocche cucite per ora ma si studiano nuove strategie.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.