Il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto è stato approvato dal Cipess, l’annuncio è stato dato direttamente da Matteo Salvini. Il via libera è arrivato a Palazzo Chigi, con il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, presieduto direttamente dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha partecipato al tavolo fianco a fianco con il vice premier nel segno di una condivisione politica piena del progetto che finalmente ha la copertura economica completa garantita.
Ponte sullo Stretto progetto definitivo approvato, Salvini annuncia il timing
“I lavori partiranno entro la fine dell’estate”, ha dichiarato Salvini in conferenza stampa “Entro il 21 settembre, o al più i primi di ottobre, vedrete operai e tecnici già al lavoro, l’allestimento dei cantieri e delle scuole di formazione professionale sul lato siciliano dello Stretto”. Un cronoprogramma serrato che coincide con le prime fasi del progetto esecutivo. “Se si parte – come si parte – l’obiettivo dell’attraversamento è tra il 2032 e il 2033”, ha aggiunto, ricordando che lo stesso periodo vedrà l’attivazione di altre grandi opere europee: “È il periodo in cui il primo treno collegherà Torino e Lione, il primo passerà sotto il Brennero da Fortezza a Innsbruck, e a Roma la metro C collegherà Piazza Venezia allo Stadio Olimpico e alla Farnesina. Chi ama la smorfia o gioca all’otto, può considerare il 2032 un anno fortunato”.
I numeri del progetto definitivo: trasporto, impatto economico e ambientale
Il Ponte sullo Stretto sarà un’infrastruttura senza precedenti: sei corsie stradali e due ferroviarie, una campata unica di 3.300 metri – la più lunga al mondo –, piloni alti 399 metri, e quattro cavi di sospensione del diametro di 1,26 metri ciascuno.
I benefici in termini di trasporto sono significativi. Per i treni, i tempi di attraversamento passeranno da 120–180 minuti a 15. Per le auto e i mezzi su gomma, da 70–100 minuti medi a 10, evitando code estive anche di 3–4 ore.
Secondo uno studio di Open Economics, l’impatto economico sarà rilevante: si stimano 120.000 unità di lavoro annue tra diretto e indiretto, e un ritorno economico di 23 miliardi di euro, quasi il doppio dell’investimento pubblico stimato in 13,5 miliardi.
Dal punto di vista ambientale, il Ponte porterà una sensibile riduzione delle emissioni di CO₂. A garantirlo, un monitoraggio ambientale indipendente, affidato a una società francese con un contratto da 49 milioni di euro che coprirà il prima, durante e dopo.
Il consorzio di imprese è guidato da un’azienda italiana, affiancata da partner giapponesi, spagnoli, danesi, e da un project manager statunitense.
Opportunità per il Sud e coinvolgimento delle imprese italiane
“Questo non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza”, ha continuato Salvini. “Oggi chiudiamo i contenziosi. Evitiamo di dover pagare centinaia di milioni di euro a titolo di risarcimento in caso di soccombenza nei confronti di quelle società che a suo tempo avevano sottoscritto i contratti per la realizzazione dell’opera, poi mai realizzata”.
Il Ponte sarà anche un’occasione di rilancio per il Mezzogiorno. “Oggi un ingegnere che si laurea in Sicilia o Calabria spesso è costretto a emigrare. Con il Ponte accadrà il contrario: il Project Manager americano porterà 200 ingegneri in Italia. Dalla manodopera alle alte professionalità, si creerà una filiera locale e nazionale”.
Le imprese coinvolte provengono da tutta Italia. La Lombardia è la regione con il maggior coinvolgimento industriale, seguita da Veneto, Lazio ed Emilia-Romagna.
Ponte anche a uso militare per le spese Nato: “Valuteranno Giorgetti e Crosetto”
Interpellato su un possibile utilizzo strategico del Ponte nell’ambito delle spese militari previste dalla NATO, Salvini ha risposto: “Che il Ponte possa avere un uso multiplo, anche per motivi di sicurezza, è evidente. Non voglio entrare nel campo dei colleghi Giorgetti e Crosetto, che saranno loro a decidere cosa rientra in quell’aumento di spesa. Penso comunque alla Croce Rossa, ai Vigili del Fuoco, ai mezzi di soccorso: tutti beneficeranno del risparmio di tempo. Se sarà usato anche per fini non solo civili, turistici o lavorativi, la possibilità esiste”.
Legalità e sicurezza: “Tolleranza zero contro le infiltrazioni”
“Il fronte della sicurezza e del contrasto alle infiltrazioni mafiose è fondamentale”, ha spiegato Salvini. “Sono in contatto costante con le prefetture di Messina e Reggio Calabria. Ho visitato il procuratore Melillo e ho coinvolto le procure di tutta Italia. Non fare il ponte perché in Sicilia c’è la mafia e in Calabria la ’ndrangheta significa arrendersi. Invece noi investiamo nel Sud più del doppio di quanto costa il ponte”.
Verranno applicati protocolli già adottati per Expo e le Olimpiadi, a garanzia di una filiera trasparente e impermeabile agli interessi criminali.
La stoccata alla stampa, ma opposizione attacca
“Oggi presentiamo l’approvazione del progetto definitivo di un’opera pubblica che non ha precedenti al mondo”, ha continuato il ministro “È curioso che, mentre i media cinesi e americani ne parlano come di un’opera di valore ingegneristico e strategico, in Italia qualcuno la dipinga ancora come un problema. Il livello di avanzamento raggiunto oggi, con la copertura economica totale e l’approvazione del piano finanziario, è senza precedenti dal 1971 ad oggi. Ora si lavora al progetto esecutivo. Spero che nessuno, tra qualche anno, provi a bloccare ciò che ormai è in corsa”.
Nel frattempo arrivano le prime reazioni da parte dell’opposizione raccolte da Lo Speciale. Francesco Silvestri del Movimento 5 Stelle, denuncia che “oggi in maniera definitiva l’Italia spende 17 miliardi per un’opera completamente inutile”, mentre il sistema ferroviario nazionale versa “in una condizione tremenda”. Silvestri accusa il governo di continuare a “buttare miliardi” — dal gas alle armi, dal patto di stabilità fino al ponte — e definisce Matteo Salvini “il peggior ministro dei Trasporti della storia d’Italia”. Ricorda inoltre che “già sono stati spesi 450 milioni in consulenze”, mentre si tagliano fondi all’alta velocità verso Reggio Calabria.
Dura anche l’ironia del deputato PD Toni Ricciardi, che commenta: “Un giorno importante per la storia della Repubblica… assisteremo all’ennesimo fallimento”. Per Ricciardi, “non è una priorità”, il progetto “non è fattibile così com’è” e “a fine legislatura ci troveremo con un grande buco”.
Nicola Fratoianni (Alleanza Verdi-Sinistra) parla invece di “una scelta folle da ogni punto di vista”: ambientale, economico, sociale. Secondo lui il ponte “distrarrà un’enorme massa di risorse” che dovrebbero invece essere usate per rispondere alle vere emergenze degli italiani, trasformandosi “in un gigantesco buco nero”.



