Si è arrivati ad una conclusione e nella giornata di ieri l’esecutivo Meloni ha varato in Consiglio dei Ministri il decreto legge sul Ponte sullo stretto di Messina. La più chiacchierata e discussa opera di edilizia pubblica nazionale ora ha un pacchetto di regole, misure e disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni. Senza se e senza ma le promesse che il governo aveva ventilato mesi fa sono state portate a compimento ieri da una giornata di riunione fattiva in Consiglio dei Ministri. Ma vediamo di cosa si tratta e qual’è l’ossatura del provvedimento che mira intanto a superare i rilievi formulati dalla Corte dei Conti. Con questo intervento il Governo intanto integra la documentazione richiesta e fornisce risposte puntuali alle osservazioni dei magistrati contabili, con l’obiettivo di rafforzare la legittimità del progetto e consentire la ripresa della fase operativa. Quello che si auspica da più parti è intanto che presto si possa aprire il cantiere. Quali saranno le urgenze e le priorità? Intanto la prima fase riguarderà le opere anticipate, ovvero: prime tra tutti le piste e la viabilità con la realizzazione di percorsi per mezzi d’opera separati dal traffico ordinario. Secondo punto la logistica: con la predisposizione dei campi base e delle aree di servizio. Poi i sottoservizi e la bonifica: risoluzione delle interferenze (acqua, gas, elettricità) e bonifica di ordigni bellici. Non ultime le indagini con le attività archeologiche e geognostiche, l’attività di monitoraggio ambientale e le opere compensative ovvero interventi per l’impatto territoriale e ambientale richiesti dai Comuni, come il completo rifacimento delle reti idriche, fognarie, fibra ottica, sistemazione idrogeologica del territorio, ripristino costa, lotta all’abusivismo, parchi e molto altro. Tutti i lavori saranno affidati ad aziende leader mondiali italiane e giapponesi e avranno durata di 6 anni. Questo è stato deciso e definito ieri in Cdm adesso si va avanti per la messa in opera e il cantiere.



