Ponte sullo Stretto, il via libera al progetto definitivo tra proteste di politici e comitati | Video

giovedì, 7 Agosto 2025
3 minuti di lettura

Approvato dal Cipess il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina, ma è scoppiata la protesta di politici e comitati che hanno contestato il ministro dei trasporti Matteo Salvini giunto nella serata di ieri a Messina. L’opera da 13,5 miliardi di euro, voluta fortemente dal vicepremier continua a dividere l’opinione pubblica e a scatenare proteste a tutti i livelli. Tra accuse di sprechi, scarsa trasparenza, impatti ambientali non mitigati e mancato coinvolgimento dei territori, il fronte del “No Ponte” è più attivo che mai, con ricorsi già annunciati in sede europea per fermare l’opera i cui cantieri dovrebbero partire a settembre.

Ponte sullo Stretto katy al progetto definitivo, la protesta dei politici

L’opposizione insorge compatta. Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, non ha dubbi: “Il Ponte sullo Stretto rappresenta il più grande regalo ai privati nella storia della Repubblica: 14,6 miliardi di euro di fondi pubblici, quando nel 2005 il costo dell’opera, assegnata tramite bando di gara, era stimato in 3,88 miliardi. Nemmeno Berlusconi, che del Ponte fece una bandiera, arrivò a tanto”.

Durissimo anche il Movimento 5 Stelle. Francesco Silvestri parla di 17 miliardi buttati: “L’Italia spende per un’opera completamente inutile, mentre i treni accumulano ritardi e il sistema ferroviario è in crisi. Il ministro Salvini è il peggiore della storia dei trasporti. I soldi pubblici vengono dilapidati in una lunga lista di follie: dal gas garantito a Trump alle armi israeliane, passando per un patto di stabilità che ci costa 12 miliardi. E ora anche il Ponte. Sono già stati spesi 450 milioni solo in consulenze. E poi: il Ponte collegherebbe due territori dove l’alta velocità è praticamente inesistente. È l’ennesima marchetta elettorale”.

Toni Ricciardi del Partito Democratico rincara la dose: “Dicono sia un giorno importante per la Repubblica, ma sarà l’ennesimo fallimento. Dopo il miliardo all’Albania e i miliardi sul Ponte, alla fine della legislatura ci sarà solo un grande buco. Non è una priorità e tecnicamente il progetto non regge. Non è che sia impossibile da fare, ma così com’è pensato non è fattibile”.

Anche Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana, critica il progetto: “È una scelta folle sotto ogni punto di vista, soprattutto ambientale ed economico. Distrarrà enormi risorse da vere emergenze che colpiscono milioni di italiani, trasformandosi in un gigantesco buco nero”.

Infine Graziano Delrio, già ministro delle Infrastrutture, denuncia l’assenza di un confronto reale con i territori: “Il Ponte doveva essere parte di un piano più ampio, non un’opera isolata. Mancano trasparenza, dibattito pubblico, e il progetto ripreso oggi presenta criticità enormi. È un errore affidarsi a un consorzio legato a penali così alte. Salvini promette 120mila posti di lavoro? Ogni grande opera genera occupazione, ma quei numeri sono aleatori. Sembra solo uno spettacolo politico”.

Le proteste dal territorio e dagli ambientalisti: “Un progetto vecchio, dannoso e non condiviso”

La reazione delle associazioni ambientaliste è immediata. Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF hanno presentato un reclamo all’Unione Europea: “L’impatto ambientale del Ponte è documentato e ammesso dagli stessi proponenti. Ma la procedura speciale avviata per realizzare l’opera non ha rispettato le condizioni imposte dalle norme comunitarie”.

Dal territorio, l’associazione “Invece del ponte” replica alle celebrazioni governative: “Non c’è nessun via libera definitivo. Non iniziano i lavori. Si apre ora un percorso in salita per chi ha trasformato un progetto fallimentare in una bandiera politica. E si aprirà il fronte dei ricorsi legali in tutte le sedi, italiane ed europee”.

Duro anche il comitato Capo Peloro: “Ci aspettavamo questo annuncio. Per questo abbiamo aperto a Torrefaro casa Cariddi, un presidio di resistenza No Ponte. Altro che approvazione definitiva: ci sono 68 osservazioni del comitato tecnico scientifico, 62 prescrizioni ambientali, e la questione ancora aperta della direttiva Habitat. Si apre una nuova fase della lotta”.

Infine Renato Accorinti, ex sindaco di Messina e volto storico del movimento No Ponte, sottolinea le vere priorità: “Qua mancano i treni, manca l’acqua, mancano i porti commerciali. E chi sostiene il Ponte non si vergogna? È un’opera insostenibile. Perché non troviamo mai i soldi per scuole, ospedali e doppi binari?”. Una protesta che si preannuncia caldissima sul modello No Tav che tanto ha fatto discutere, con la scure per i manifestanti del Decreto Sicurezza che potrebbe trovarsi davanti ad un banco di prova importante.

Fuksas: “Favorevole al Ponte, ma serve un piano infrastrutturale globale per il Sud”

Una voce fuori dal coro è quella dell’architetto Massimiliano Fuksas. Intervistato da La Stampa, ha ribadito il suo storico sostegno all’opera: “Sono sempre stato favorevole al Ponte sullo Stretto. È un’opera straordinaria, il ponte a una sola campata più lungo del mondo. Siamo in grado di farlo, abbiamo le capacità ingegneristiche”.

Fuksas però avverte: “Ci sono due problemi da affrontare. Il primo riguarda la messa a terra del Ponte: servono interventi urbanistici seri, non solo negozi o centri commerciali. L’infrastruttura deve integrarsi nel tessuto urbano. Il secondo punto è la mobilità interna: oggi è difficilissimo muoversi da Catania a Palermo o da Salerno a Reggio Calabria. Serve un piano serio per infrastrutture rapide e moderne nel Sud. Solo così il Ponte avrà senso”.

Per Fuksas, infine, il valore del progetto è anche simbolico: “Collegare la Sicilia all’Italia e all’Europa, in un momento di crisi internazionale, è un segnale importante”.

Se ieri è stato un giorno storico e decisivo per il Ponte sullo Stretto ora bisognerà vedere come andranno i ricorsi annunciati, con l’obiettivo di aprire nel 2032 che resta ancora una montagna da scalare.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.