Milano, sgombero centro social Leoncavallo: esplode la protesta in strada, sale la tensione politica | Video

venerdì, 22 Agosto 2025
2 minuti di lettura

Un blitz all’alba, nel cuore dell’agosto milanese, ha posto fine a oltre trent’anni di occupazione per il centro sociale Leoncavallo di Milano. Giovedì 21 agosto, intorno alle 8, un centinaio di carabinieri e un numero ancora maggiore di agenti di polizia hanno dato esecuzione allo sfratto del Leoncavallo, trasferitosi in via Watteau nel 1994 dopo l’abbandono della sede storica di via Leoncavallo.

Un intervento che ha colto di sorpresa la città, anticipando di quasi tre settimane la data fissata per il 9 settembre, scatenando la protesta del sindaco Sala. All’interno degli spazi non c’era nessuno: le operazioni si sono concluse senza incidenti.

Lo sgombero, definito da un funzionario “la madre di tutti gli sgomberi”, è arrivato dopo la sentenza della Corte d’Appello di Milano che aveva condannato il Ministero dell’Interno a risarcire oltre 3 milioni di euro alla proprietà, la società immobiliare L’Orologio della famiglia Cabassi, per i mancati sgomberi degli ultimi dieci anni. Si è trattato del 133º tentativo di liberare l’area.

Sgombero centro sociale Leoncavallo, le reazioni politiche e istituzionali

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha salutato l’operazione come “la fine della stagione dell’illegalità”, promettendo “tolleranza zero verso le occupazioni abusive”. La premier Giorgia Meloni ha rivendicato la scelta come “condizione essenziale per difendere i diritti di tutti”, mentre Matteo Salvini ha esultato parlando di “decenni di illegalità tollerata dalla sinistra”. Il vicepremier Antonio Tajani, invece, ha precisato che non si tratta di “un’operazione politica, ma di giustizia”.

Di diverso avviso il sindaco di Milano Giuseppe Sala, informato solo al momento del blitz: “Il Leoncavallo ha un valore storico e sociale per la città. È stato per anni un luogo pacifico di impegno culturale. Il nostro obiettivo resta trovare una soluzione di legalità per garantire la continuità delle attività”. In corso c’è infatti una trattativa per assegnare agli attivisti uno spazio in via San Dionigi, anche se restano ostacoli economici e burocratici legati alla bonifica e alla ristrutturazione.

Dura la reazione del centrosinistra. Elly Schlein ha accusato il governo di “doppiopesismo”, ricordando che mentre il Leoncavallo viene sgomberato, l’occupazione neofascista di CasaPound a Roma resta intoccata. Per Angelo Bonelli, lo sgombero “liquida come illegalità un presidio culturale e politico che ha dato voce a generazioni di giovani”.
Sullo sfondo, anche il risvolto economico: il titolo di Brioschi, la società immobiliare dei Cabassi, è salito in Borsa del 4,24% subito dopo l’operazione. Anche questi dati sono stati accolti con protesta.

Il video con il corteo di protesta a Milano, verso manifestazione nazionale il 6 settembre

Gli attivisti non intendono arrendersi. Nel pomeriggio, sotto la pioggia, circa 300 persone hanno dato vita a un corteo nel quartiere, dietro lo striscione “Giù le mani dal Leoncavallo”. Accesi fumogeni rossi, cori contro la polizia e Piantedosi, poi il presidio si è sciolto con l’annuncio di una manifestazione nazionale il 6 settembre.
“Una tragedia, un colpo al cuore”, hanno detto le Mamme antifasciste del Leoncavallo. “Lo sgombero improvviso è un modo doloroso di concludere questa fase e mostra la mancanza di volontà di dialogo. Ma noi continueremo: le nostre attività non dipendono da uno spazio fisico”.

Con lo sgombero del Leoncavallo, che proprio quest’anno avrebbe celebrato i suoi cinquant’anni di storia, si chiude un capitolo della Milano alternativa. La partita, però, non sembra ancora finita, con il centro che dovrebbe essere ricollocato in una nuova sede anche se i lavori sono indietro e il bando comunale non è ancora partito. Il 6 settembre intanto si va verso la piazza, dove dovrebbero arrivare anche i leader delle opposizioni per uno scontro sociale destinato a diventare anche battaglia politica.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.