Von der Leyen sfida Putin: «Costruiremo un muro di droni»

mercoledì, 10 Settembre 2025
2 minuti di lettura

E Ursula si mise l’elmetto. Il giorno in cui sale la tensione tra Polonia e Russia, la von der Leyen tiene un bellicoso discorso sullo stato dell’Unione nella seduta plenaria di Strasburgo. Non che tra i due fatti ci sia una relazione diretta, ma colpiscono i toni duri della presidente della Commissione Ue mentre la frontiera orientale dell’Europa si fa sempre più calda. Altro che trattative di pace.

L’intervento di oggi al Parlamento europeo era un discorso di prammatica, rappresentando l’annuale relazione che il massimo rappresentante delle istituzioni Ue svolge agli europarlamentari per illustrare le linee guida della Commissione. La von der Leyen non ha parlato solo di Ucraina ma anche di Gaza, dell’atteggiamento da tenere verso Israele insieme alle questioni che riguardano la vita interna dell’Europa, come la transizione ecologica, le barriere commerciali che ancora esistono dentro l’Unione, il problema abitazioni, il rispetto dei diritti e dei valori su cui si fonda l’edificio europeo.

Ma la principale attenzione non poteva che essere concentrata su quanto accade a Est e sui rapporti tra Europa e Russia. E Ursula non ha certo deluso le attese, abbandonando i toni cauti e dimessi con i quali i leader moderati dell’Ue affrontano  normalmente  i temi della pace e della guerra. La presidente della Commissione ha detto che «l’Europa difenderà ogni centimetro del suo territorio». Fino a qualche tempo fa sarebbero risultate parole anacronistiche e retoriche, ma oggi esprimono un senso di allarme che si va diffondendo nella società europea. «In ogni Paese che ho visitato – ha affermato la von der Leyen –  ho sentito lo stesso messaggio: non c’è tempo da perdere. Al prossimo Consiglio europeo presenteremo quindi una tabella di marcia chiara per avviare nuovi progetti comuni di difesa, per fissare obiettivi chiari per il 2030 e per creare un semestre europeo della difesa».

E a questo punto vale la pena riferire il messaggio più forte che la presidente della Commissione Ue invia a Vladimir Putin: «Dobbiamo ascoltare l’appello dei nostri amici baltici e costruire un muro di droni». L’Unione europea realizzerà un simile programma in collaborazione con l’Ucraina, le cui capacità tecnologiche sono molto avanti nella costruzione di questo tipo di arma. L’operazione costerà 6 miliardi di euro.

Per quanto invece riguarda la politica verso Benjamin Netanyahu e il suo governo, Ursula ha annunciato un inasprimento dei rapporti: «Sospenderemo il nostro sostegno bilaterale a Israele. Bloccheremo tutti i pagamenti in questi settori, senza compromettere il nostro lavoro con la società civile israeliana o con Yad Vashem (il  museo della Shoah a Gerusalemme n.d.r.)». Ciò che sta accadendo a Gaza -sostiene la presidente Ue – ha scosso la coscienza del mondo. «Persone uccise mentre mendicavano cibo. Madri che tengono in braccio bambini senza vita. Queste immagini sono semplicemente catastrofiche».

Le emergenze internazionali non devono però far dimenticare  all’Unione gli obiettivi per i quali è nata. E tra questi primeggia sicuramente quello di realizzare una piena integrazione economica. «Il nostro più grande patrimonio – ha detto Ursula –  è il Mercato unico , ma resta incompiuto. Il Fmi stima che le barriere interne all’interno del mercato unico equivalgano a un dazio del 45% sui beni. E a un dazio del 110% sui servizi. Pensate solo a ciò a cui stiamo rinunciando. E, come sottolineato dal rapporto Letta, il mercato unico rimane incompleto, soprattutto in tre ambiti: finanza, energia e telecomunicazioni». Insomma, non c’è solo Trump  metterci nei guai, la vita ce la complica non poco anche la burocrazia continentale.

Il problema è costituito anche dal farraginoso e paralizzante meccanismo decisionale europeo, che è basato sull’unanimismo. Von der Leyen annuncia in tal senso un mutamento di rotta: «Sostengo il diritto di iniziativa del Parlamento europeo. E credo che sia necessario passare alla maggioranza qualificata in alcuni settori, ad esempio in politica estera. È ora di liberarsi dalle catene dell’unanimità».

Se son rose, fioriranno. Ma, per ora, la prospettiva è rappresentata solo da quel «porcospino d’acciaio» in cui Ursula vorrebbe  trasformare l’Ucraina. Se son droni, voleranno…

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.