Orcel mette Berlino alle strette: o Commerzbank o la Germania rischia di perdere la sua banca

domenica, 14 Settembre 2025
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Andrea Orcel ha deciso di giocare la partita a carte scoperte e lo fa mettendo Berlino davanti a un aut-aut senza precedenti: o si apre la porta alla fusione tra UniCredit e Commerzbank, la seconda banca tedesca con 26.000 dipendenti, 11 milioni di clienti e 525 miliardi di attivi, oppure UniCredit venderà HypoVereinsbank, la sua controllata tedesca, al miglior offerente internazionale, senza escludere gruppi americani, cinesi o fondi mediorientali pronti a mettere le mani su un asset di valore strategico. HypoVereinsbank non è una filiale qualunque: gestisce oltre 300 miliardi di euro di asset, serve più di 8 milioni di clienti ed è in grado di produrre da sola 2,8 miliardi di ricavi annui e oltre 1 miliardo di utile operativo, rappresentando il 15% del business di UniCredit. In caso di fusione con Commerzbank nascerebbe un colosso bancario da oltre 1.200 miliardi di asset, dimensioni vicine a BNP Paribas e capaci di sfidare i giganti europei come Santander e Crédit Agricole, un polo che cambierebbe gli equilibri finanziari del continente. Per ora gli azionisti di UniCredit festeggiano: il titolo è salito fino a 35 euro, massimi degli ultimi dieci anni, portando la capitalizzazione di mercato a circa 65 miliardi, raddoppiata rispetto al 2021, con una politica di dividendi e buyback che ha già superato il 100% di payout ratio, garantendo ritorni mai visti prima. La mossa di Orcel non è solo finanziaria ma anche politica: Berlino è avvisata che se continuerà a frenare il consolidamento interno e a proteggere Commerzbank come un’“azienda di Stato” (il governo detiene ancora il 15% del capitale) rischierà di vedere il secondo mercato retail nazionale passare in mani estere, consegnando a Washington, Pechino o al Golfo una leva strategica della propria economia. Il rischio geopolitico è reale e stride con le continue discussioni europee sulla “sovranità economica”: la Germania non può chiedere più integrazione finanziaria e allo stesso tempo respingere il consolidamento quando bussa alla sua porta. Orcel ha costruito un ultimatum che è anche un capolavoro di pressione negoziale: qualunque sia la risposta, UniCredit si trova in posizione di forza, perché la vendita di HypoVereinsbank porterebbe cassa e utili straordinari, mentre la fusione con Commerzbank spalancherebbe la porta a una leadership europea. La Germania è con le spalle al muro e per una volta non è la banca italiana a dover rincorrere, ma Berlino a dover scegliere se accettare il progetto di Orcel o consegnare un pezzo del suo sistema finanziario a capitali stranieri.

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