L’Idf pronto a invadere Gaza City, mentre Hamas sposta gli ostaggi. Egitto e Turchia: «Sì allo stato palestinese»

lunedì, 15 Settembre 2025
3 minuti di lettura
Gaza

Bibi Netanyahu è ormai sordo agli appelli, ai moniti e anche alle minacce che giungono da ogni angolo del pianeta. Anzi, ospitando in queste ore il segretario di Stato degli Usa Marco Rubio, sta definendo un ipotetico piano di annessione della Cisgiordania, mentre il ministro della Sicurezza, il messianico ultraortodosso Ben Gvir, sogna la costruzione a Gaza un quartiere di lusso per i poliziotti con vista mare. Intanto l’esercito israeliano ha schierato centinaia di carri armati, mezzi corazzati e bulldozer lungo il confine nord di Gaza per la manovra imminente di invasione di Gaza city. Le unità di fanteria regolari guideranno l’incursione, con il supporto delle brigate già presenti intorno alla città. La manovra “Carri di Gedeone 2” si svilupperà gradualmente. I generali prevedono almeno 3 o 4 mesi di combattimenti e ritengono che Hamas non si arrenderà. Migliaia di miliziani restano trincerati nel centro di Gaza e nei campi di sfollati attorno ad al-Mawasi.

Secondo l’emittente pubblica israeliana Kan, il gruppo terroristico ha risposto spostando gli ostaggi in superficie, in case e tende, per impedire all’esercito di operare in determinate aree. Ieri la madre dell’ostaggio Guy Gilboa-Dalal ha dichiarato di essere stata informata che suo figlio è trattenuto in superficie a Gaza City, dopo che la settimana scorsa Hamas aveva pubblicato un video in cui lo si vedeva sul sedile posteriore di un’auto.

Gli attacchi dell’Idf continuano a seminare vittime. Dieci persone sono morte nei raid israeliani a ovest della città di Gaza. Attaccate due abitazioni. Sette persone, tra cui due gemelli di sei anni, sono rimaste uccise in un attacco contro una tenda rifugio. In totale le vittime sono 17. Lo scrive Al Jazeera. Le forze israeliane hanno intensificato gli attacchi sulla città di Gaza mentre l’esercito porta avanti il suo piano di sfollamento forzato dei palestinesi e di conquista del territorio.

Sul piano diplomatico la situazione resta complessa. Si riunirà tra qualche ora a Doha un vertice straordinario dei Paesi arabi e musulmani convocato dopo l’attacco israeliano contro i negoziatori di Hamas nella capitale qatariota, in un clima sempre più teso in tutto il Medio Oriente. Il Qatar ha chiesto alla comunità internazionale di sanzionare Israele per i suoi “crimini” e per aver sabotato i negoziati. E il resto dei leader arabi ha fatto quadrato, con l’Egitto che ha inviato propri aerei a vigilare sulla riunione e ha coinvolto anche la Turchia. Da parte sua, Donald Trump sembra giocare sempre su due tavoli. Mentre ammonisce Netanyahu sull’attacco in Qatar («Il Qatar è nostro grande alleato, Bibi stia attento»), in realtà avrebbe avallato le annessioni in Cisgiordania.

La bozza di risoluzione concordata ieri durante una riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi arabi e musulmani in vista del vertice arabo-islamico che si terrà a Doha sottolinea che l’attacco israeliano in Qatar, insieme alla «continuazione degli atti ostili, tra cui genocidio, pulizia etnica, carestia, assedio, attività colonizzatrici e politiche di espansione», minacciano «le prospettive di pace e coesistenza nella regione». Il documento respinge fermamente la possibilità che Israele possa colpire nuovamente il Qatar o qualsiasi altro Paese arabo o musulmano, descrivendo le minacce come «pericolose provocazioni che minano la pace e la sicurezza internazionale». Il documento concordato sollecita quindi la comunità internazionale a condannare le azioni di Israele e ad adottare «misure decise». Secondo la bozza, il raid nel territorio qatariota, che è un Paese che svolge il ruolo di «mediatore chiave per garantire un cessate il fuoco a Gaza, porre fine alla guerra e liberare gli ostaggi», rappresenta «una grave escalation e un attacco agli sforzi diplomatici per la pace».

Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha incontrato il suo omologo turco Hakan Fidan a margine della riunione ministeriale preparatoria per il vertice arabo-islamico straordinario di Doha. Nel colloquio è stato espresso l’impegno a consolidare la cooperazione in ambito economico e politico, consolidando il partenariato tra i due Paesi. A livello regionale, i due ministri hanno espresso la loro solidarietà al Qatar di fronte alla recente aggressione israeliana che ne ha colpito la sovranità. Hanno inoltre sottolineato la necessità di porre fine immediatamente alla guerra israeliana nella Striscia di Gaza e hanno respinto le politiche di blocco, carestia e sfollamento, affermando al contempo la necessità di pieno accesso agli aiuti umanitari e di sostegno ai legittimi diritti del popolo palestinese, primo tra tutti la creazione di uno Stato indipendente, sulla falsariga di quello del 4 giugno 1967, con Gerusalemme Est capitale.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.