Apple contro il Digital Markets Act: “Penalizza gli utenti, va abrogato”. L’Ue: “Nessuna intenzione di farlo”.

venerdì, 26 Settembre 2025
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Apple rompe gli indugi e lancia un attacco diretto contro il Digital Markets Act (DMA), la normativa europea pensata per limitare lo strapotere delle Big Tech nei mercati digitali. Secondo l’azienda di Cupertino, il regolamento «non funziona», sta peggiorando l’esperienza d’uso degli utenti europei e andrebbe addirittura abrogato. La posizione, illustrata in un documento inviato alla Commissione europea e ribadita in un incontro con la stampa, è netta: il DMA, entrato in vigore tre anni fa e applicato da 18 mesi, non ha raggiunto i suoi obiettivi dichiarati – più concorrenza e più scelta per i consumatori – ma, al contrario, avrebbe introdotto rischi per sicurezza e privacy, oltre a limitare alcune funzionalità dei dispositivi Apple in Europa.

Le critiche di Apple

Apple sostiene che l’applicazione del regolamento abbia «diminuito» l’esperienza d’uso nell’Ue, creando frammentazione nell’ecosistema e ritardando il lancio di alcune innovazioni. Tre gli esempi citati:

  • Traduzione in tempo reale con AirPods, annunciata ma non disponibile in Europa;

  • Mirroring dell’iPhone su Mac, bloccato per le richieste di interoperabilità con dispositivi non Apple;

  • Nuove funzioni di Maps (come “Luoghi visitati” e “Percorsi preferiti”), rinviate per problemi di condivisione sicura dei dati.

Cupertino denuncia inoltre che l’App Store europeo stia diventando più complesso e meno protetto, aprendo spazio a malware, truffe e persino app pornografiche. Per questo, Apple chiede l’abrogazione completa del DMA o, almeno, la revisione di articoli chiave che riguardano interoperabilità, apertura dei sistemi operativi, pagamenti alternativi e possibilità di rimuovere app preinstallate.

La replica dell’Europa

La risposta della Commissione non si è fatta attendere. Il portavoce Thomas Regnier ha escluso categoricamente un ritiro della legge: «Il DMA non sarà abrogato. Non siamo sorpresi dalle obiezioni di Apple, che da sempre contesta ogni aspetto della normativa. Ma il punto è dare ai consumatori più scelta e garantire mercati equi». L’Ue ricorda inoltre che Apple è stata la prima a ricevere, lo scorso aprile, una multa da 500 milioni di euro per violazioni legate al DMA e che altre indagini sono in corso.

Il contesto geopolitico

Lo scontro si inserisce in una fase delicata: Bruxelles ha appena avviato la prima revisione formale del regolamento, mentre dall’altra parte dell’Atlantico le Big Tech godono di un’ampia copertura politica da parte di Donald Trump, che ha trasformato il tema dei dazi e delle multe in uno strumento di pressione contro l’Europa. Non a caso, anche Google e Meta hanno recentemente alzato il tiro contro il DMA e il DSA, accusandoli di soffocare l’innovazione. Al centro della disputa c’è il cosiddetto “walled garden” di Apple, l’ecosistema chiuso che integra hardware, software e servizi garantendo un’esperienza uniforme ma, secondo Bruxelles, riducendo drasticamente la concorrenza. La Commissione vede nel DMA un mezzo per aprire spazi a imprese europee e offrire più libertà agli utenti; Apple lo considera invece una minaccia ai suoi standard di qualità e sicurezza.

Il braccio di ferro tra Cupertino e Bruxelles è destinato a proseguire. Per la Commissione, la legge non è uno strumento “contro” una singola azienda, ma a favore di un mercato digitale equo e innovativo. Per Apple, al contrario, il DMA rappresenta un intervento che danneggia gli utenti più che proteggerli. La prossima stagione del rapporto tra Apple e l’Unione europea si giocherà su questo crinale, con una posta in gioco che va ben oltre la tecnologia: riguarda l’equilibrio tra potere delle piattaforme globali e sovranità regolatoria europea.

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