Francia, dimissioni Lecornu: atteso entro 48 ore il nuovo Premier. Ma spunta già un nome

giovedì, 9 Ottobre 2025
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Niente dimissioni di Macron ed elezioni anticipate in Francia, almeno per ora. Uno dei motivi? L’attuale situazione internazionale. Così ha detto Sébastien Lecornu affermando “posso assicurarvi che non è il momento di cambiare presidente”.

Finisce l’avventura del capo del governo con il mandato più fugace mai visto nella Repubblica francese: “ho fatto tutto il possibile”, si é difeso Lecornu, annunciando il termine della sua “missione esplorativa” non “totalmente riuscita”.
Un nuovo premier verrà nominato dal presidente Macron entro 48 ore. Si moltiplicano le speculazioni su chi potrebbe essere il candidato entrante. In particolare, c’é un nome che sta circolando parecchio in queste ore: il centrista Jean-Louis Borloo, ex ministro sotto Jacques Chirac e Nicolas Sarkozy.
Fino al mese di settembre, Lecornu ha ricoperto l’incarico di ministro della Difesa divenendo, dopo la caduta del governo di Bayrou, ministro dimissionario. In seguito, per 27 giorni, é stato premier senza governo, per poi guidarne uno con una lista di ministri per appena 13 ore. Infine, lunedì mattina, ha deciso di rassegnare le sue dimissioni. Nonostante ciò, Macron lo ha implorato di condurre i negoziati per altre 48 ore, terminate ieri sera, quando Lecornu é apparso dinanzi ai francesi in veste di primo ministro dimissionario e ministro della Difesa uscente.
Dunque il testimone é ufficialmente passato al presidente Macron.
Intanto, gli appelli a dimettersi non tardano a farsi sentire: giungono dalla sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon e dal suo stesso ex premier Edouard Philippe. Non si é risparmiato nemmeno Le Point, il primo settimanale moderato di Francia, che proprio oggi esce con una fotografia in primo piano di Macron accompagnata dall’invito: “Signor Presidente, esca di scena a testa alta!”.
Nel corso dell’intervista andata in onda ieri sera sul canale France2, Lecournu si é espresso sul clima negativo creatosi intorno a Macron, spezzando una lancia a suo favore: “Non bisogna sottovalutare la tensione internazionale che il presidente deve gestire. Non siamo più così potenti, la Francia non va avanti da sola, per inerzia. Il grado di energia e di assunzione di rischi che un presidente può assumersi è essenziale”.
D’altronde, in tutti questi anni, Lecornu è stato il braccio destro di Macron nella lotta alla minaccia russa con la coalizione dei volenterosi.
“Il volto della Francia all’estero è il presidente della Repubblica. L’istituzione, al di là della persona, va protetta”, ha sollecitato Lecornu.
“La maggioranza assoluta dell’Assemblea Nazionale rifiuta lo scioglimento, perché vede bene che una dissoluzione non conduce a una soluzione. Ci sono diversi gruppi che sono pronti ad accordarsi su un bilancio comune”, ha spiegato Lecornu, citando la sinistra. “Sento che un cammino è possibile”.
Probabilmente, Lecornu non aveva i numeri per approvare la manovra finanziaria. La bozza di bilancio verrà presentata lunedì, “ci sarà molto da discutere” ha precisato Lecornu: “Tutti i partiti politici che sono venuti a trovarmi hanno detto che non dovremmo correre il rischio di non avere un bilancio entro la fine di dicembre”.
In materia di giustizia fiscale, Lecornu ha detto: “La realtà è che in tre settimane abbiamo cercato collettivamente di non fare nulla in materia di tassazione. Tuttavia, possiamo avere un dibattito sulla tassazione in Parlamento”.

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