Cortei, scontri e fischi all’inno di Israele, ma gli azzurri vincono e vanno ai play off

martedì, 14 Ottobre 2025
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Di Italia-Israele ricorderemo l’accesso ai play off degli azzurri, alla fine di una prestazione appena sufficiente nonostante il risultato “largo”; gli squallidi fischi all’inno nazionale israeliano e, soprattutto, le tensioni prepartita contrassegnati dagli scontri tra le forze dell’ordine e i manifestanti pro-Pal nelle immediate vicinanze dello stadio. La partita l’hanno risolta Mateo Reteguei con una doppietta (il secondo gol una vera perla) e il sigillo di Mancini in pieno recupero quando la gara non aveva più nulla da dire.

L’incontro è stato meno semplice di quanto sembri. Donnarumma, migliore in campo, è stato miracoloso su Solomon e Gloukh togliendo a Israele la soddisfazione del gol che fino a quel punto, per quanto visto, sarebbe stato meritato. Dell’Italia nulla da segnalare fino allo scadere della prima frazione quando  Baltaxa, bravo a chiudere sempre Retegui, colpisce ingenuamente in area l’italo-argentino che lo anticipa: rigore netto e gol. Per gli azzurri meglio il secondo tempo, con una grande occasione sprecata da Pio Esposito e un’altra deviazione di Mancini salvata sulla linea.

Israele però non si smarrisce e continua a muoversi con efficacia nella speranza di agguantare il pareggio che riaprirebbe i giochi per il play off. Ci vuole ancora Retegui che ruba palla al giovane esordiente Toriel, inquadra la porta e insacca nell’angolo lontano. Da questo momento la gara è in discesa e gli azzurri si limitano a controllare gli ultimi attacchi di Israele. E’ mancini a chiudere i conti nel recupero con un bel colpo di testa. L’Italia di Gattuso tornerà in campo a novembre, prima in trasferta contro la Moldavia (13 novembre), poi a San Siro contro la Norvegia. Saranno di fatto due amichevoli utili a Gattuso per sperimentare qualche schema a meno che gli scandinavi non perdano qualche punto proprio alla fine. Fantacalcio. Le partite che contano saranno a marzo, l’Italia attende di conoscere il nome degli avversari in una doppia sfida che si annuncia infuocata dopo i due precedenti disastrosi.

Nelle ore precedenti all’incontro hanno sfilato in corteo migliaia di persone, mentre un giornalista è rimasto ferito in maniera piuttosto seria nel corso di una sassaiola riportando un trauma cranico “importante” per curare il quale è stato dapprima preso in carico dal personale di un’ambulanza e quindi trasferito d’urgenza in ospedale. “Italia-Israele non si doveva giocare” hanno ripetuto i manifestanti, ancora prima che il corteo pro Pal lungo le vie di Udine avesse ufficialmente inizio. Poi, a fine manifestazione e con la partita in corso, si sono verificati gli scontri in strada con le forze dell’ordine.
Sono stati migliaia i manifestanti che hanno affollato il centro città, provenienti anche dai vicini paesi balcanici per dire “no” al match del Friuli. Imponente la macchina della sicurezza attivata, in centro come allo stadio, dove i controlli, per chi ha comprato un biglietto per assistere alla partita, sono stati rigorosi. I momenti di tensione però si sono registrati al punto di arrivo della manifestazione, in piazza primo Maggio, dove una parte dei manifestanti ha tentato di sfondare il cordone di polizia per andare oltre con l’intenzione di raggiungere lo stadio. Una volta respinti, i manifestanti si sono diretti verso un altro possibile varco. Contro la polizia sono stati lanciati petardi e le forze dell’ordine hanno risposto con un cordone di agenti in tenuta antisommossa e gli idranti. Poi in via della Vittoria alcuni manifestanti hanno sollevato transenne per colpire i blindati della polizia. Sono stati lanciati anche lacrimogeni. Fino a quel momento il corteo si era svolto pacificamente e la maggior dei manifestanti è rimasta in piazza Primo Maggio, punto di arrivo del corteo. Tutto è avvenuto in una città blindata. Negozi e bar sono rimasti chiusi.

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