Nicolas Sarkozy lascia la prigione dopo ventuno giorni di detenzione nel carcere parigino de La Santé. L’ex presidente della Repubblica francese, condannato a cinque anni di reclusione per il caso dei fondi libici, è stato scarcerato nel primo pomeriggio di oggi, intorno alle 15, a bordo di un’auto dai vetri oscurati scortata dalla polizia.
La Corte d’Appello di Parigi ha accolto la richiesta di scarcerazione presentata dai suoi legali, concedendogli la libertà vigilata. I giudici hanno stabilito che la detenzione continuata non è giustificata e che non sussiste alcun rischio di occultamento di prove, pressioni o collusione. Sarkozy resta comunque sottoposto a sorveglianza giudiziaria e non potrà lasciare la Francia. Gli è inoltre vietato entrare in contatto con il ministro della Giustizia Gérald Darmanin, a causa della sua capacità di influenzare diversi servizi statali in quanto ex capo di Stato. Darmanin aveva fatto visita a Sarkozy a fine ottobre, un gesto che aveva sollevato molte polemiche, soprattutto tra i magistrati.
Sarkozy lascia la prigione, le sue prime parole dopo la scarcerazione
Durante l’udienza, collegato in videoconferenza dalla prigione, Sarkozy ha ribadito la propria innocenza: “Non ho mai avuto l’idea o la folle intenzione di chiedere soldi al signor Gheddafi e non confesserò mai qualcosa che non ho fatto”. Con voce provata, ha aggiunto: “Non avrei mai immaginato di arrivare a 70 anni e di andare in prigione. È un calvario imposto, duro, molto duro. Lascia il segno, è estenuante”. L’ex presidente ha ringraziato il personale penitenziario “per l’umanità eccezionale” dimostrata, dicendosi pronto a rispettare tutti gli obblighi imposti dalla Corte.
All’udienza erano presenti anche la moglie Carla Bruni e i figli, che non hanno mai smesso di sostenerlo pubblicamente. L’ex presidente era stato incarcerato il 21 ottobre, dopo la condanna definitiva in primo grado per associazione a delinquere finalizzata a ottenere finanziamenti illeciti dal regime libico di Muammar Gheddafi per la campagna presidenziale del 2007. Una decisione storica: mai, nella Francia del dopoguerra, un ex capo di Stato era finito in carcere.
Poche ore dopo la scarcerazione, Sarkozy ha ribadito con forza la propria innocenza sui social promettendo battaglia: “Ora che ho ritrovato la libertà e la mia famiglia, desidero esprimere tutta la mia gratitudine a chi mi ha scritto, sostenuto e difeso – ha scritto su X – Le migliaia di testimonianze che ho ricevuto mi hanno dato la forza di superare questa prova. La legge è stata applicata. Ora mi preparerò per il processo d’appello: tutta la mia energia è rivolta al solo obiettivo di dimostrare la mia innocenza. La verità trionferà”.



