Atreju il programma con tutti i ministri, i nomi dello spettacolo e Abu Mazen. Donzelli: “Se Schlein ci ripensa la inseriamo” | VIDEO

martedì, 2 Dicembre 2025
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Prenderà il via sabato 6 dicembre nei giardini di Castel Sant’Angelo a Roma l’edizione 2025 di “Atreju”, la più lunga di sempre. Il titolo scelto quest’anno, “Sei diventata forte – L’Italia a testa alta”, richiama la solidità e l’autorevolezza che il governo guidato da Giorgia Meloni rivendica come risultato della propria azione. A presentare il programma sono stati Giovanni Donzelli, Fabio Roscani, Galeazzo Bignami, Lucio Malan, Francesco Filini e Andrea Moi.

Il taglio del nastro è fissato per sabato 6 dicembre alle 15. La festa resterà aperta ogni giorno, a ingresso libero, fino a domenica 14 dicembre. La chiusura sarà affidata, come da tradizione, all’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, preceduta dai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, dai leader di Noi Moderati e Udc Maurizio Lupi e Lorenzo Cesa e dal presidente di Gioventù Nazionale Fabio Roscani.

Per nove giorni Castel Sant’Angelo diventerà un’arena di dibattiti politici, incontri istituzionali, ospiti internazionali e anche un grande villaggio di Natale, con mercatini, volontariato, una pista di pattinaggio, area giochi per bambini e la radio “L’Italia chiamò”, interamente dedicata alla kermesse.

Le parole di Donzelli: “Se Schlein cambia idea, la inseriamo”

A margine della presentazione Donzelli ha spiegato l’assenza della segretaria del Pd Elly Schlein: “Non c’è stato modo di far venire la segretaria del Pd. Noi più che invitarla non potevamo fare. Giorgia Meloni, anche con molta generosità, era disponibile a rompere qualsiasi tradizione di Atreju, confrontandosi direttamente con lei e con Conte. Non abbiamo capito perché la proposta non andasse più bene, ma ecco, le porte restano aperte. Se Schlein dovesse accettare il confronto, siamo disponibili a integrare o modificare il programma. Altrimenti ci proveremo un’altra volta”.

Sulla presenza di Abu Mazen, ha chiarito: “Non è un’apertura allo stato di Palestina perché Fratelli d’Italia e il governo italiano hanno sempre detto di auspicare due popoli e due Stati”. Ha aggiunto che “per arrivare a quel risultato servono alcune condizioni: la liberazione degli ostaggi, il cessate il fuoco, il riconoscimento reciproco con Israele e la sconfitta di Hamas. Il nostro obiettivo resta quello”. Abu Mazen parlerà senza un moderatore.

Quanto alla proposta di Matteo Salvini di un confronto con Giuseppe Conte, Donzelli ha spiegato: “Conte ha sempre dato disponibilità senza chiedere condizioni come nel caso del confronto con Schlein . Non sarebbe stato corretto creare regole diverse se non c’era un accordo comune. Questa disponibilità comune non si è verificata, quindi rimaniamo come sempre abbiamo fatto, con chi vuole partecipare”.

Tutti i ministri ad Atreju: una prima assoluta

Per la prima volta nella storia della manifestazione saranno presenti tutti i ministri del governo italiano, distribuiti nei vari panel su giustizia, economia, lavoro, riforme, energia, cultura, scuola, PNRR, agricoltura, esteri, sport e difesa.
Dal programma ufficiale emerge la conferma della presenza dell’intera squadra di governo, da Nordio a Giorgetti, da Crosetto a Piantedosi, da Bernini a Roccella, da Valditara a Schillaci, da Urso a Lollobrigida, da Santanchè a Sangiuliano, passando per Mantovano, Ciriani, Fitto, Musumeci, Casellati, Calderoli, Abodi, Zangrillo, Pichetto Fratin, Locatelli, Calderone, Tajani e Salvini.

Una presenza completa, mai avvenuta prima, che Donzelli rivendica come “segno della compattezza della maggioranza e dell’importanza di Atreju come luogo di confronto politico vero”.

Opposizioni e sindacati (tutti, tranne la Cgil)

Quest’anno Atreju ospiterà anche una delle presenze più ampie di sempre delle opposizioni. Sono attesi, tra gli altri, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Carlo Calenda e Matteo Renzi, tutti presenti il 13 dicembre. Ampia anche la rappresentanza degli amministratori locali: dai presidenti di Regione Roberto Fico e Marco Marsilio (l’11 dicembre), a Francesco Acquaroli, Roberto Occhiuto, Antonio Decaro, Roberto Fedriga e Francesco Rocca, fino ai sindaci di Roma e Napoli, Roberto Gualtieri (11 dicembre) e Gaetano Manfredi (10 dicembre).

Dal mondo sindacale arriveranno numerosi rappresentanti, con l’unica eccezione della Cgil, che non ha aderito all’invito.

Ospiti internazionali: da Abu Mazen a Braslavski

Sul piano internazionale la presenza più attesa è quella del presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, in programma venerdì 12. Domenica 7 interverrà invece Rom Braslavski, l’ostaggio israeliano rapito il 7 ottobre e rimasto prigioniero di Hamas per 738 giorni. Sabato 13 il ministro Matteo Piantedosi dialogherà con ministri europei sulle reti di trafficanti di esseri umani.

I grandi confronti: giustizia, riforme, crisi globali

L’11 dicembre è previsto un importante confronto sulla giustizia, con il ministro Carlo Nordio, la presidente di Magistratura democratica Silvia Albano e Antonio Di Pietro.
L’8 dicembre è atteso il ritorno di Gianfranco Fini, che si confronterà con l’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli.

Presenti anche le più alte cariche istituzionali: il presidente della Camera Lorenzo Fontana (12 dicembre), il presidente del Senato Ignazio La Russa (13 dicembre) e il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto (11 dicembre).

Focus tematici

Il 9 dicembre spazio alla cultura con Giuli e Roccella.
L’11 dicembre si discuterà di università con Bernini, coesione con Foti, lotta alle droghe con Mantovano e imprese con Calderone.
Il 12 dicembre interverranno Guido Crosetto, Musumeci sul cambiamento climatico e Giorgetti con Fazzolari sulla stabilità.
Il 13 dicembre sarà la giornata più densa, con panel dedicati a welfare, scuola, sanità, energia, sport, riforme, borghi italiani, scenari internazionali, cucina, green deal.

Tra i momenti più attesi anche il dibattito su mafia e social con Chiara Colosimo, l’incontro sul Medio Oriente con Giovanni Donzelli, l’approfondimento sui deep fake con Arianna Meloni e il panel sull’odio politico con Francesco Filini.

Ecr e il fronte europeo

Il 12 dicembre largo spazio all’Europa con Kemi Badenoch, Adam Bielan, Gila Gamliel, Sigmundur Gunnlaugsson, Marion Maréchal, George Simion e Kristoffer Storm.
Domenica 14 chiuderà il presidente di Ecr, Mateusz Morawiecki.

Spettacolo e premi

Il 10 dicembre Carlo Conti, Mara Venier ed Ezio Greggio discuteranno di cultura nazionalpopolare. Tra gli ospiti attesi anche Raoul Bova, Nicoletta Romanoff e Chiara Francini.

Il “Premio Atreju” sarà assegnato a Giorgia Mosca (@6voltemamma), alla serie animata “Il Mondo di Leo” e ai ct della pallavolo Fefè De Giorgi e Julio Velasco.

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