«Andiamo a pescare», poi sparano sul raduno ebraico a Bondi Beach: chi sono i due attentatori e il fruttivendolo eroe

lunedì, 15 Dicembre 2025
2 minuti di lettura
Sydney

La mattanza sulla spiaggia di Bondi Beach, a Sydney, ricorda drammaticamente il tragico 7 ottobre 2003 in Israele. Anche in Australia orrore e morte inseguono la Comunità ebraica intenta a celebrare il primo giorno di Hanukka, in un crescendo di violenza antisemita. Al di là degli strascichi che porterà con sé quest’altro, enorme, evento luttuoso, ricorderemo le immagini dei due cecchini pakistani, padre e figlio, legati all’Isis, che sparano all’impazzata contro sul gruppo di persone radunate sulla spiaggia, e il fruttivendolo eroe, mussulmano di origine libanese, che a mani nude disarma uno dei due attentatori.

In pochi minuti il paradiso di mare del Bondi Beach si è trasformato in un inferno. In un istante, un anonimo fruttivendolo musulmano, in pantaloni blu e camicia bianca è diventato l’eroe di giornata. Ha afferrato per le spalle l’attentatore e con una serie di strattoni gli ha strappato il fucile di mano rendendolo all’impotenza. Ahmed al Ahmed, 43 anni, sposato e papà di due figli, ci ha rimesso pure delle ferite alla gamba. Nonostante nelle immagini non abbia mostrato la minima indecisione, non ha alcuna esperienza di armi. E’ fruttivendolo a Sutherland, sobborgo a 26 chilometri da Sydney. E’ solo un passante che d’istinto ha deciso di intervenire salvando probabilmente molte altre vite.

Le immagini circolate sui social media sono forti. Il 43enne, sgusciando tra le auto parcheggiate, è riuscito a bloccare uno dei due attentatori. Dopo una colluttazione gli ha strappato il fucile, puntandoglielo contro. L’attentatore, a quel punto inoffensivo, si è allontanato, dirigendosi verso l’altro terrorista. Quest’ultimo poco dopo ha fatto fuoco verso Ahmed, probabilmente colpendolo. Lui, nonostante la ferita, è rimasto lucido e non ha risposto al fuoco. Anzi si è disfatto del fucile.

Il premier australiano Antony Albanese ha dichiarato che «oggi abbiamo visto correre gli australiani contro il pericolo per aiutare gli altri, questi australiani sono eroi». Anche il cugino del fruttivendolo Mustafa, intervistato fuori dall’ospedale dove Ahmed è stato operato per le due ferite riportate. «I dottori – assicura – hanno detto che starà bene».

Chi sono i due attentatori? Sajid Akram e il figlio Naveed hanno raccontato in famiglia che sarebbero andati a pescare. Invece hanno raggiunto un appartamento preso in fitto dove hanno trasferito il loro arsenale: diverse armi, acquistate legalmente, e alcuni ordigni rudimentali. Da lì sono partiti per compiere la strage di Hannukah a Bondi Beach.

Secondo il servizio d’intelligence interna dell’Australian Security Intelligence Organisation (Asio), i due avevano giurato sottomissione all’Isis nel 2019, ma malgrado ciò, Naveed aveva un regolare porto d’armi. Nella loro auto sono state trovate due bandiere dello Stato Islamico. L’Asio si è interessata a Naveed Akram sei anni fa, dopo che la polizia aveva sventato i piani per un attacco terroristico dell’Isis, ed era legato a Isaak El Matari, il quale, scrive Abc, sta scontando sette anni di carcere per aver pianificato un’insurrezione dell’Isis in qualità di autoproclamato comandante australiano del gruppo terroristico.

Il Primo Ministro Anthony Albanese ha confermato che Naveed Akram è stato registrato dall’Asio per la prima volta nell’ottobre 2019 ed è stato indagato per un periodo di sei mesi, ma è stato valutato che non rappresentasse una minaccia.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.