Il sindaco di Isernia dorme in tenda davanti all’ospedale: «Basta tagli». Polemica l’Azienda sanitaria

lunedì, 29 Dicembre 2025
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Dalla notte di Santo Stefano, Pietro Castrataro, sindaco di Isernia, dorme accampato in una tenda davanti all’ospedale della città, il “Veneziale”, per protestare contro il ridimensionamento previsto dal Piano operativo sanitario 2025/2027.

«L’organico è meno della metà di quello necessario – spiega Castrataro – al Pronto soccorso ci sono 4 medici su 13; in radiologia siamo a 3 su 12. C’è un problema concreto anche dal punto di vista del rischio di chi arriva in ospedale e degli stessi sanitari che vi lavorano. E poi ci sono i tagli, alcuni già messi in atto: Ortopedia ha già chiuso, i reparti di Oncologia e Psichiatria funzionano a singhiozzo. Di altri tagli si sta discutendo in questi giorni, come ad esempio il mantenimento o meno del Punto nascita o del laboratorio di emodinamica a Isernia o a Termoli, altro ospedale molisano che nessuno vuole che chiuda, ma rispetto al quale stiamo notando una attenzione maggiore. Le soluzioni ci sono, basta cercarle. Per il primo cittadino il nodo è nella programmazione commissariale che, dopo diciassette anni, continua a generare criticità senza soluzioni strutturali.

L’ospedale “Veneziale” è solo il punto di riferimento di tutta la provincia di Isernia e quindi di più di 80mila persone, per molte delle quali, residenti in piccoli borghi di montagna, arrivare in questo nosocomio è l’unica ancora di salvezza, considerando che anche quello di Agnone è stato depotenziato.

Castrataro è un professionista di altissimo livello. Cinquant’anni compiuti lo scorso novembre, è un ingegnere nucleare laureato alla Scuola Normale Superiore e perfezionato alla Scuola Superiore Sant’Anna. Ha una carriera consolidata nel settore delle energie rinnovabili. È sindaco di Isernia dal 2021 quando è stato eletto sindaco di Isernia alla guida di una coalizione di centrosinistra.

In questi giorni di festa ha scelto una forma di protesta clamorosa: «Resterò qui finché non mi daranno risposte concrete. Non posso accettare che l’ospedale venga depotenziato pezzo dopo pezzo – aggiunge il primo cittadino di Isernia – le aree interne non possono essere penalizzate da tagli che ignorano la realtà demografica e geografica. Il diritto alla salute è un baluardo costituzionale, non una scelta».

La risposta all’iniziativa mediatica di Castrataro da parte dell’Azienda Sanitaria regionale non si è fatta attendere. Ha deinito strumentale la protesta, invitando il sindaco a preoccuparsi dello stato della città che non invoglierebbe i medici a trasferirsi in Molise.

«I giovani medici – scrive l’Asrem – non scelgono una sede solo in base al lavoro in reparto, ma valutano anche la qualità della vita che la città offre fuori dall’ospedale. Se Isernia non riesce a trattenere i professionisti, il Comune dovrebbe interrogarsi su quali politiche di accoglienza, socialità e svago stia mettendo in campo per le nuove generazioni in generale. La sanità si costruisce con la collaborazione tra istituzioni, ognuna nel proprio ambito, non con la demagogia». Nella nota l’azienda sanitaria ha voluto anche chiarire che la programmazione sanitaria relativa all’ospedale di Isernia è competenza esclusiva della struttura commissariale e non della direzione generale dell’Asrem.

Solidarietà a Castrataro è arrivata dalla sindaca di Campobasso, mentre il governatore Francesco Roberti ha spiegato che la Regione “non ha chiesto la chiusura dei Punti nascita e delle Emodinamiche di Termoli e Isernia”. La protesta del sindaco ha avuto una grande eco, attirando la curiosità anche di tanti cittadini che hanno sostenuto l’iniziativa. Al termine della prima notte in tenda, Castrataro è andato a Palazzo San Francesco per lavorare agli ultimi atti dell’anno. Continuerà a fare così per tutta la durata del presidio. Tanti i messaggi di incoraggiamento: dai sindaci della provincia di Isernia alla sindaca di Campobasso e vicepresidente dell’Anci, Marialuisa Forte, fino all’Uncem.

«Questo non è il tempo di fare polemiche, ma dei fatti perché di parole ne abbiamo già spese troppe – ha replicato Castrataro – la mia non è una protesta contro qualcuno, ma un modo per sensibilizzare tutti a lavorare nella stessa direzione che è quella di trovare i medici, condividerli tra le strutture sanitarie e cercare di alleggerire il peso di chi si sta sacrificando tantissimo in questo ospedale».

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