Pro Pal a sostegno di Hamas, perché il caso Hannoun imbarazza tanto la sinistra

lunedì, 29 Dicembre 2025
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Caso Hannoun e Pro Pal, un assordante silenzio continua ad arrivare da sinistra sull’inchiesta della Procura di Genova che vede indagate oltre venti persone sospettate di aver costituito una rete di sostegno alle attività terroristiche di Hamas. Dal M5s ad Avs, passando per il Pd, le bocche rimangono da due giorni cucite. Chi parla, lo fa solo per rintuzzare le accuse che vengono da destra.

L’imbarazzo dei “compagni” filopalestinesi è più che giustificato. Il principale indagato, l’architetto di origine giordana Mohammad Hannoun, era ricevuto fino a ieri (e con tutti gli onori) dai più ispirati sostenitori della causa Pro Pal presenti nella parte sinistra dello schieramento politico italiano. Una foto lo ritrae ad esempio accanto a una sorridente Laura Boldrini a suggello di una visita (una delle tante) compiuta dall’esponente arabo alla Camera dei deputati. Altra sponsor di Hannoun sarebbe stata anche la deputata pentastellata Stefania Ascari, per non parlare dell’immancabile Francesca Albanese che ha condiviso con l’architetto giordano anche il palco di un comizio. Risulta che anche Nicola Fratoianni abbia incontrato Hannoun.

Insomma, il “benefattore” dei palestinesi (a lui fanno capo tre associazioni di “beneficenza”) era diventato una sorta di fiore all’occhiello della sinistra nostrana da esibire ad ogni occasione. E le opportunità non sono certo mancate in questi ultimi tempi, visto l’entusiasmo con cui tanti esponenti politici italiani hanno abbracciato la causa palestinese sull’onda della tragedia di Gaza.

Ora emerge che gli ingenti fondi  raccolti dall’organizzazione che fa capo ad Hannoun servivano anche a finanziare la lotta armata antisraeliana e per sostenere i familiari di soggetti convolti in atti terroristici o imprigionati per aver compiuto atti della stessa natura. Risulterebbe soprattutto che l’architetto giordano non sia un semplice sostenitore della causa palestinese, ma il capo di una «cellula di Hamas» collegata alla casa madre e divisa in decine di articolazioni locali. Un uomo molto potente nell’ambito dell’estremismo islamico, così influente da riuscire a portare a un convegno a Torino, nel 2001, lo sceicco Ahmed Yassin, uno dei fondatori del movimento fondamentalista. Parliamo di un vero e proprio leader, la cui fama -sospettano gli inquirenti – è riconosciuta dall’intera rete che sostiene «l’associazione terroristica».

Un personaggio comunque inquietante. Dalle intercettazioni emergono frasi agghiaccianti pronunciate diversi anni fa da Hannoun dopo alcuni attentati compiuti da Hamas in Israele, atti terroristici che avevano ucciso decine di innocenti. Il “benefattore” esultava soprattutto quando tra le vittime c’erano bambini. E ciò per il dolore che un simile fatto poteva procurare tra gli odiati “sionisti”.

Hannoun non ha mostrato un minimo di pietà neanche quando, dopo la tregua a Gaza, Hamas ha giustiziato diversi palestinesi che erano ostili all’organizzazione.

Insomma, non ci voleva molto a capire di che soggetto si trattava. Eppure a sinistra hanno continuano a invitarlo nelle loro manifestazioni e nei loro convegni come fosse una sorta di testimonial di cui andare fieri.

Ora, con questa inchiesta, i vari Boldrini e Fratoianni hanno ricevuto un duro colpo. E forse qualche riflessione i “compagni” cominciano a farla sull’inopportunità di abbracciare acriticamente la causa Pro Pal. Anche la vicinanza a un personaggio come la Albanese comincia a diventare imbarazzante. In una intervista pubblicata oggi dal “Corriere della Sera”, Angelo Bonelli ha negato che Avs intende candidare la pasionaria filo-palestinese. Qualcosa vorrà pur dire.

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