Groenlandia, perché l’Italia ha detto no all’invio dei soldati

venerdì, 16 Gennaio 2026
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L’Italia ha escluso il proprio coinvolgimento militare in Groenlandia. Questa la decisione assunta del governo, fermo restando il fatto che la mossa di Trump rimane “una minaccia” agli occhi della Farnesina.

In Groenlandia sono già sbarcate le forze francesi mentre i militari tedeschi arriveranno domani. Presenti saranno anche gli ufficiali norvegesi e svedesi, mentre Spagna, Olanda ed Estonia sono in fase di valutazione dell’invito danese.
E perché l’Italia no? Punta sul “dialogo”, ha spiegato il titolare della Farnesina.
Guido Crosetto ha commentato: “Cosa fanno cento, duecento o trecento soldati di qualunque nazionalità in Groenlandia? Sembra l’inizio di una barzelletta. Non è una gara a chi manda i militari in giro per il mondo, il nostro è un atteggiamento razionale. Abbiamo chiesto che fosse la Nato a coordinare. Bisogna unire e non spaccare”.
É quindi certo che Roma non prenderà parte all’operazione militare “Arctic Endurance” proposta dalla Danimarca e supportata da alcuni Paesi europei, in risposta alle mire americane del presidente americano Donald Trump. Il contributo si limiterà a “expertise su cyber-resilienza e protezione delle infrastrutture critiche; ma soprattutto cooperazione su sistemi satellitari per la sorveglianza marittima, il monitoraggio ambientale e il controllo delle rotte artiche”. Nella giornata di oggi, Crosetto e Tajani esibiranno presso Villa Madama il documento strategico di 52 pagine sull’impegno italiano nell’Artico, il cui punto nevralgico é la “protezione della sovranità” della Groenlandia. Il tutto sarà accompagnato da un videomessaggio della presidente Meloni sulla rilevanza strategica di quei territori.
Nella prima parte del documento si legge: “L’Italia, pur non essendo uno Stato artico, riconosce che la stabilità della regione ha implicazioni dirette per la sicurezza europea e per l’Alleanza atlantica. Per questo motivo, l’Italia intende contribuire alla sicurezza e alla difesa della regione artica nel quadro dei propri impegni multilaterali (Nato e Ue) e in modo coerente con una visione a 360 gradi della sicurezza euro-atlantica”. E ancora: “La strategia delineata mette a sistema obiettivi di sicurezza nel medio-lungo periodo per tutelare l’Artico come bene pubblico internazionale, contribuendo al rafforzamento della deterrenza e difesa nel quadro euro-atlantico”. “L’Italia – prosegue il dossier -sostiene una risposta euro-atlantica ferma ma responsabile, basata su deterrenza, cooperazione e sviluppo sostenibile”.

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