La questione della sicurezza, in particolare negli istituti scolastici, torna al centro del confronto politico, con posizioni differenti tra maggioranza e opposizione sul ruolo di prevenzione, repressione e sulle misure concrete da adottare, a partire dall’ipotesi dei metal detector nelle scuole. Lo Speciale ha raccolto le voci dei parlamentari in attesa che il nuovo atteso decreto arrivi in cdm la prossima settimana.
Emergenza sicurezza nelle scuole, interviste a maggioranza e opposizione
Dalla maggioranza arriva una difesa netta delle proposte avanzate dal ministro dell’Istruzione Valditara. Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia: “La soluzione in parte anche per le scuole è quella che sta dicendo Valditara, il metal detector potrebbe essere una delle soluzioni da mettere in campo”. Donzelli rivendica inoltre l’azione del governo: “Il ministro Valditara sta portando avanti un lavoro nella scuola eccezionale di legalità, di meritocrazia e di rispetto delle regole, quindi qualsiasi proposta deve essere accolta con attenzione e interesse”. E aggiunge: “A chi dice che non si risolve con nuove leggi, io credo proprio che sia necessario affrontare anche nuove misure, nuove leggi, perché in passato non c’era un tema così forte di criminalità giovanile, soprattutto tra i giovanissimi”.
Sulla stessa linea anche il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, che rivendica la necessità di una risposta immediata e concreta: “Credo che negli istituti non ci si possa andare con le lame, ma con i libri, e che quindi bisogna dare una stretta a chiunque pensa di poter andare nelle nostre scuole con i coltelli”, afferma. “Questo vuol dire escludere prevenzione, lavoro culturale, didattica, educazione civica? No, ma la risposta che noi dobbiamo dare nell’immediatezza è accettabile? Per me sì: non è repressione, ma è cultura della legalità”.
Una posizione più bilanciata arriva da Forza Italia. Per Raffaele Nevi, vicepresidente dei deputati azzurri, il punto di partenza resta soprattutto culturale: “Sulle scuole dobbiamo agire. Più che metal detector penso che la cosa più importante sia potenziare l’educazione civica a scuola”, spiega. “Noi dobbiamo partire dalle scuole e cercare di costruire le condizioni affinché ci sia una maggiore cultura della legalità e del rispetto delle regole da parte degli alunni, e poi costruire le condizioni affinché da loro si trasferisca anche alle famiglie”.
La critica arriva dall’opposizione. Nicola Fratoianni, di Alleanza Verdi e Sinistra, attacca l’impostazione del governo: “Hanno sempre detto queste cose sin dall’inizio. Sono il governo della sicurezza e sono il governo della propaganda. Continuano così. Solo che la propaganda su cose così serie è molto pericolosa, perché quando paghi il fallimento nel successo il costo talvolta è anche quello di vite umane, magari giovanissime, che è un costo che nessuno dovrebbe potersi permettere”.
Sul tema specifico dei metal detector, Fratoianni non chiude del tutto la porta, ma chiede un cambio di approccio: “Noi siamo pronti a discutere di qualsiasi misura sia in grado di tutelare la sicurezza di tutti, in particolare dei più giovani, ma è evidente che se la risposta ha sempre questo taglio e nessuno si preoccupa di trovare risorse perché le scuole abbiano attrezzature, strumenti, insegnanti ben pagati, più personale, educatori, lo psicologo in grado di capire le fragilità, come chiedono tutte le organizzazioni studentesche, non andiamo da nessuna parte”.



