Nasce il partito di Vannacci e vale già il 4%: l’inquietudine del centrodestra

mercoledì, 4 Febbraio 2026
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«Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci». È durato meno di due anni il matrimonio tra il generale Roberto Vannacci e la Lega. Eletto eurodeputato il 9 giugno 2024 con 500mila preferenze, l’autore del saggio “Il mondo al contrario” ha annunciato l’addio al Carroccio. A Strasburgo entrerà per ora nel gruppo misto, visto che i Patrioti europei hanno già preso le distanze. «Vado avanti da solo. Da oggi Futuro Nazionale è una realtà», ha aggiunto a proposito del movimento di cui ha depositato il simbolo il 24 gennaio scorso. Così, mentre da ieri sera continua il fuoco di fila dello stato maggiore leghista («Profondamente deluso», dice Salvini; «Avventura egotica e retrò, recupereremo voti», scommette Siri; «Ci servirà da lezione», ammonisce Zaia), cominciano le valutazioni sull’impatto della lista del generale sul già confuso e fluido quadro elettorale italiano.

Secondo il sondaggio realizzato da YouTrend per Sky TG24 la lista si collocherebbe al 4,2%, risultando poco al di sopra della soglia di sbarramento nazionale anche in caso di aumento dal 3% al 4%. Futuro nazionale rosicchierebbe consensi più a Fdi (23%) che alla Lega (18%), ma raccoglierebbe consenso anche da indecisi e astenuti. Dal punto di vista delle intenzioni di voto, l’introduzione della lista Vannacci comporterebbe un’erosione di consensi soprattutto a destra: Fratelli d’Italia (-1,1%) e Lega (-0,9%) sono i partiti che registrerebbero le perdite più evidenti, mentre Forza Italia subirebbe un impatto più contenuto (-0,2%). Nessun effetto significativo emerge invece sul campo del centrosinistra e sulle forze centriste, i cui consensi resterebbero sostanzialmente stabili. L’analisi dei flussi elettorali chiarisce la natura della nuova lista: poco meno della metà degli elettori della lista Vannacci proviene dall’area della destra parlamentare (Fratelli d’Italia e Lega), ma una quota rilevante arriva da formazioni minori, dall’area sovranista extraparlamentare (fra gli altri, Italia Sovrana e Popolare di Marco Rizzo e Alternativa Popolare di Stefano Bandecchi). Una quota minoritaria degli elettori di Futuro Nazionale, inoltre, arriverebbe da elettori che in precedenza si collocavano tra astenuti e indecisi (il 13,5% del totale della nuova lista). Nel complesso, i dati suggeriscono che in questa prima fase la lista di Vannacci potrebbe emergere più come fattore di redistribuzione interna all’area di destra e come canale di mobilitazione di elettori periferici o disallineati. Il profilo personale e politico di Vannacci appare comunque fortemente polarizzante. Tra chi lo conosce, la non fiducia supera di gran lunga la fiducia (53% contro 14%), con una netta segmentazione politica: giudizi relativamente più positivi tra gli elettori di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, e livelli di sfiducia quasi totali tra gli elettori di Partito Democratico e Alleanza Verdi-Sinistra. Molto rilevante anche la quota di elettori di centrodestra che sospendono il giudizio, rifugiandosi nel “non so”: addirittura il 48% degli elettori leghisti prende questa posizione, sottolineando la fluidità delle opinioni sulla figura di Vannacci in questo momento di conflitto con la dirigenza del Carroccio.

Lo strappo non viene comunque sottovalutato e un primo riscontro potrebbe già emergere in occasione del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Per i vertici di Fratelli d’Italia e di Forza Italia, bisognerà vedere se Vannacci, magari scegliendo di schierarsi per l’astensione, e spingendo i suoi elettori a disertare le urne, non tenti di giocare uno scherzo al centrodestra facendogli perdere il referendum. Tutte valutazioni approssimative, che solo la prova del voto potrà confermare. Quanto alla struttura del partito sono dati in arrivo i leghisti Rossano Sasso e Edoardo Ziello. Anche Emanuele Pozzolo, deputato vercellese eletto nelle liste di Fratelli d’Italia e poi espulso dopo la vicenda dello sparo di Capodanno alla Pro Loco di Rosazza, ha confermato che sarà tra i primi parlamentari che aderiranno a Futuro Nazionale: «Io seguirò Vannacci – dice il deputato piemontese – sono convinto che lo faranno anche altri colleghi parlamentari». In effetti si parla di quattro deputati che però non si sono ancora manifestati.

In molti nel centrodestra si sono affrettati a escludere ogni possibile accordo con Futuro nazionale, a partire da Fabio Rampelli. Il vicepresidente della Camera e dirigente storico di FdI, alza il muro: «Con la Lega condividiamo un programma di governo nel quale evidentemente lui non si riconosce. Non vedo come possa essere compatibile con il centrodestra». Ma Vannacci non sembra curarsi degli inevitabili commenti causati dal suo strappo e pianifica la sua agenda per le politiche del 2027. Il 28 febbraio sarà a Bolzano per partecipare al corteo organizzato dal comitato “Remigrazione e riconquista”, già finito al centro delle polemiche per l’omonima proposta di legge di iniziativa popolare che il deputato leghista vannacciano Domenico Furgiuele voleva presentare alla Camera nella conferenza stampa di venerdì scorso annullata d’ufficio dal presidente Fontana dopo l’occupazione della sala stampa di Montecitorio dai parlamentari di opposizione per impedirla.

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