Ixè: «Sorpasso del No al referendum». Nordio tranquillo: «Vinceremo noi, ma alle toghe dico: confrontiamoci». Il Maie voterà Sì

martedì, 24 Febbraio 2026
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giustizia

Sorpresa. Il No passa in vantaggio a un mese esatto dal referendum sulla riforma della giustizia, in programma il 22 e 23 marzo 2026. Il sondaggio dell’istituto Ixè con le intenzioni di voto al 23 febbraio in vista della consultazione delinea un quadro completamente ribaltato. Il no è collocato tra il 51,3% e il 54,3% mentre il sì oscilla tra il 45,7% e il 48,7%. Un dato forse inaspettato per il fronte del Sì che stravolge il sondaggio di novembre, quando avanti era invece in vantaggio con il 53%. Il sondaggio di gennaio 2026, diffuso da Ixè, delineava un pareggio. L’affluenza, secondo il rilevamento, si attesta al 46%. Anche in questo caso, gli indecisi rappresentano il 40% del campione e costituiscono il vero ago della bilancia. Tra i cittadini sicuri di andare al voto, si conferma una propensione più marcata ad andare al seggio nell’elettorato di sinistra e centro sinistra, anche qui con una tendenza storicamente consolidata. Per l’esattezza, il 62% del centrosinistra e il 42% del centrodestra. Cresce il numero di persone interpellate, il 55,7%, che dichiara di conoscere i temi oggetto del referendum. Il 31,3% dichiara di averne sentito parlare, ma di non conoscere bene i contenuti. Infine, il 13% dichiara di non averne mai sentito parlare.

Fin qui i numeri nella loro fredda eloquenza. Il dato non può però non allarmare il fronte del Sì per un sondaggio che ribalta esattamente le intenzioni di voto anche nella plastica percentuale. Certo, si tratta di un quadro ancora fluido che si giocherà in una partita non solo sulla polarizzazione tra i due schieramenti, ma soprattutto sulla capacità di mobilitare gli elettori e convincere la fetta ancora ampia di indecisi. Va detto pure che altre agenzie di rilevamento hanno presentati di recente intenzioni di voto più equilibrate, ma in ogni caso il dato di Ixè spiazza l’alleanza di governo per il quale il referendum rappresenta una delle tre riforme-bandiera di questa legislatura.

Intanto il ministro della Giustizia Carlo Nordio sta cercando di distendere i toni che hanno raggiunto anche vette parossistiche nelle scorse settimane: «Abbiamo tutti esagerato nei toni. Devo dire che alcuni toni sono stati particolarmente antipatici, soprattutto quando arrivano da magistrati. Parliamo ora in avanti solo di contenuti. Sono arcisicuro che vinceremo. Nordio ha auspicato che il confronto avvenga in termini pacati, razionali ed esclusivamente sui contenuti. Qualche tono nei confronti del governo, e anche nel mio – ha ribadito – è stato particolarmente antipatico, soprattutto quando arrivava da magistrati». Quanto all’esito del Referendum, il Guardasigilli si è detto arcisicuro che vincerà il Sì. E in ogni caso il governo «non ha paura di perdere perché sia il governo sia il Parlamento non hanno bisogno di essere rinforzati da una vittoria».

Poi sempre il guardasigilli lancia un appello ai magistrati sull’obbligatorietà dell’azione penale. «C’è una disomogeneità da procura a procura sulle priorità dei reati da perseguire: la procura X la dà ai delitti contro le donne, un’altra a quelli dei colletti bianchi, una terza all’ambiente. Ognuna fa quello che le pare. Bisogna trovare un criterio in modo che tutte le procure abbiano un indirizzo omogeneo sulla priorità delle inchieste da fare. Con la riforma contenuta nel referendum non viene toccata l’obbligatorietà dell’azione penale. Cercheremo – ha aggiunto – con il dialogo di trovare un criterio vincolante per tutte le procure sulle priorità. Dico ai magistrati mettiamoci attorno a un tavolo».

È di queste ore, intanto, la decisione del Maie, il Movimento associativo degli italiani all’estero, di sostenere le ragioni del Sì al referendum. Le motivazioni di questa scelta e dell’invito rivolto agli italiani all’estero a votare sono state illustrate in una conferenza stampa presso la sede di Noi Moderati.

Dopo tanti scontri verbali, va segnalata l’iniziativa dell’Università La Sapienza di ospitare un incontro sulla separazione delle carriere mettendo a confronto le ragioni del Sì e del No. L’iniziativa, promossa dall’associazione universitaria Sapienza Futura, in collaborazione con L’Europeista, aveva l’obiettivo di offrire alla comunità studentesca e al pubblico interessato un confronto qualificato sulla riforma che i cittadini saranno chiamati a votare il 22 e 23 marzo prossimi. Hanno partecipato il magistrato Cesare Parodi, presidente dell’Anm, e l’avvocato Gian Domenico Caiazza, presidente del Comitato “Sì Separa” della Fondazione Einaudi. Sono intervenuti alcuni docenti di diritto costituzionale.

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