Stato dell’Unione. Il fallimento di Trump spiegato in due ore

giovedì, 26 Febbraio 2026
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Molti hanno sperato che l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti portasse nel mondo un rinnovamento positivo. Basta guerre, cambiamenti di regime e altri tipici comportamenti aggressivi degli Usa a danno di altri paesi; prosciugare la palude di Washington, cioè gli oscuri interessi del Deep State, che hanno angustiato il mondo: questi erano i programmi di Donald Trump. Molti hanno ritenuto che durante la presidenza Trump l’America tornasse a curare soltanto i propri interessi, lasciando in pace il resto del mondo. Maga – make America great again, rendere l’America di nuovo grande. Purtroppo non é andata così. E’ durato circa due ore il discorso del presidente Trump sullo stato dell’Unione nella notte (ora italiana) del 25 febbraio davanti al Congresso, tra i discorsi più lunghi della storia ed é stata una dimostrazione plastica dei fallimenti della presidenza Trump. Tanto per cominciare, quello che si può rimproverare a Trump é di non aver lasciato in pace il mondo, per dedicarsi all’America. Al contrario, ha cominciato a menare fendenti a destra e a manca, alla Russia, all’Ucraina, alla Cina, all’India, all’Iran, a colpi di dazi, sanzioni e pressioni militari. La metodica adottata da Trump può essere così riassunta: gli Stati Uniti minacciano ai loro antagonisti/concorrenti mali talmente gravi e pesanti, da costringerli a sottoscrivere accordi capestro, del tutto sfavorevoli per loro e vantaggiosi soltanto per lo zio Sam. Ebbene, questo metodo trumpiano non ha funzionato minimamente. Non si é spaventato nessuno. Russia e Ucraina, secondo i programmi elettorali di Trump, dovevano fare la pace in sole 24 ore. E giù minacce a tutte e due le parti belligeranti. Trump ha minacciato l’Ucraina di toglierle i finanziamenti e la Russia con sanzioni secondarie, che colpivano l’acquisto di petrolio russo. Risultato: i due paesi sono ancora in guerra e i negoziati proseguono stancamente senza speranza alcuna di porre fine alla guerra in Ucraina. Quanto ai dazi che Trump ha applicato alle merci e ai prodotti cinesi, non c’é stata proprio storia. La Cina ha applicato a sua volta dazi e limitazioni alle merci statunitensi e ha lanciato un embargo sulla vendita di terre rare agli Usa. Quest’ultima é stata una mossa davvero devastante, che può compromettere lo sviluppo dell’elettronica negli Usa. Risultato: ad aprile Trump andrà in Cina a tentare di ricucire lo strappo e salvare il salvabile. Neanche le sanzioni all’India – affinché smettesse di acquistare petrolio russo – hanno funzionato granché. Allo stato attuale l’India sta continuando ad acquistare petrolio russo, seppure in misura minore di prima. Contro l’Iran, poi, Donald Trump ha schierato una formidabile armata, navi militari e centinaia di aerei. Ma l’Iran non ha ceduto e ha rifiutato di sottoscrivere l’accordo capestro preteso dagli Usa. Risultato: gli Stati Uniti si trovano di fronte all’impasse: scatenare una lunga e distruttiva guerra contro Teheran, oppure girare i tacchi e andarsene. Il recente annullamento – da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti – dei dazi applicati da Trump sulle merci e prodotti di alcuni paesi, ha definitivamente affossato le politiche di Trump, rendendo quest’ultimo un’”anatra zoppa”. Che disastro! I fallimenti di Trump sono talmente dannosi, che ormai lasciano agli Stati Uniti due sole opzioni: 1. Cominciare ad esercitare la vera diplomazia su un piano di parità con le altre potenze (cosa che gli Usa non hanno mai fatto). 2. Scatenare la terza guerra mondiale e distruggere l’intero pianeta.

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