Un invito ad accelerare i tempi quello lanciato da Emanuele Orsini Presidente di Confindustria relativo al decreto bollette che secondo il numero uno dell’ente e data la crisi internazionale in atto va messo a terra subito. Chiaramente Orsini analizza che da solo il decreto non basterà a far fronte alle spese e a far ripartire il comparto, quindi è urgente dare avvio anche al provvedimento sull’iper-ammortamento e chiudere positivamente il capitolo Industria 5.0 per quelle imprese che hanno investito e hanno creduto all’impegno del governo. “Non possiamo permetterci che la fiducia tra aziende e istituzioni venga a mancare, non possiamo lasciare indietro nessuno”. Sono queste le parole nette del numero uno di Confindustria, le misure per il Paese sono fondamentali per tenerlo vivo e bisogna in ogni modo fermare gli speculatori e stroncare l’aumento dei tassi Bce. Queste le urgenze su cui Orsini ha fatto luce. Una richiesta a gran voce all’Europa e al governo italiano alla luce degli ultimi fatti internazionali che hanno messo in ginocchio il mercato, quello energetico in primis. Da mesi Confindustria denunciava la zavorra dei costi dell’energia ora è chiaro che tutto è eslposo in maniera esponenziale. Ogni conflitto, osserva Orsini è una sconfitta per l’umanità e in una sola settimana già si intravede una forte componente speculativa a livello finanziario. Ecco perché oltre a fare pressing sull’esecutivo, il numero uno degli industriali chiede all’Europa un piano d’emergenza. In questo momento secondo Orsini, ci sono due problemi: il primo è il costo fuori controllo della navigazione, dato dall’enorme incremento delle assicurazioni. Il secondo, una conseguenza dello stallo nello Stretto di Hormuz, da cui passa circa il 20% del gas e del petrolio mondiale. Quasi tutta la benzina per il settore aereo arriva dal Golfo. La sofferenza c’è e bisogna attuare subito delle misure. Il vero nodo è capire quanto spazio hanno le imprese per trasferire gli aumenti sul mercato. Le cifre parlano chiaro: solo ieri l’asfalto ha registrato rincari superiori al 100%. Secondo l’attenta analisi di Confindustria, se dobbiamo completare le opere e asfaltare le strade, rischia di entrare in difficoltà anche il Pnrr. E sul fronte decreto energia si dice fiducioso che rappresenta per il Paese un primo passo concreto verso un intervento strutturale. La palla poi passa inevitabilmente all’Europa: Bruxelles secondo Orsini, deve mettere in campo misure di sostegno per le imprese, come accadde durante il Covid: “ E’ arrivato il momento di costruire davvero il mercato unico dell’energia. E’ questo quello che chiederà a Bruxelles la settimana prossima. E sui prezzi del greggio fa un’analisi concreta: “Sono appena rientrato dalla Spagna: è piena di eolico e fotovoltaico, ma servono concessioni rapide. Mi fa sorridere chi, nei palazzi della Commissione, sostiene che il tema sia ancora sotto controllo. Da parte di chi? Con il diesel a 2,30 euro al litro?”.



