Tornano ad accendersi le polemiche sul referendum costituzionale. L’ultimo a rialzare i toni è stato il vicepremier Antonio Tajani, che ha parlato con i cronisti lasciando il Senato al termine delle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Referendum, Tajani tensione con i cronisti su Bartolozzi
Rispondendo alle domande dei cronisti, Tajani ha preso posizione sulle frasi contro la magistratura della capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi, ma ha soprattutto spostato l’attenzione sulle dichiarazioni del procuratore Nicola Gratteri.
“Gratteri è un procuratore della Repubblica che dice facciamo i conti dopo il referendum. Fate i giornalisti, Gratteri non è capo di gabinetto ma è molto di più. Il capo di gabinetto ha detto cose che io non condivido, ma è molto grave quanto ha detto Gratteri perché lui può esercitare un potere, e reprimere qualcuno, sono frasi che mi mettono paura”, ha dichiarato Tajani, sottolineando la diversa responsabilità istituzionale dei ruoli coinvolti negli ultimi scontri dialettici attorno alla riforma costituzionale.
Il vicepremier ha poi incalzato direttamente i giornalisti presenti, criticando quello che considera uno squilibrio nell’attenzione mediatica: “Ma perché non rispondi su Gratteri? Ma sei una giornalista? Io faccio le domande anche a voi, sono giornalista pure io. Ma perché non domandate nulla sul caso Gratteri? Viva la libertà di stampa”, ha aggiunto chiudendo poi la porta dell’auto.



