È un attacco corale, dai toni sempre più duri e con accenti da campagna elettorale, quello che si leva dalle opposizioni dopo l’informativa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Tra Camera e Senato, nelle dichiarazioni raccolte in aula e nei corridoi del Parlamento, i leader del centrosinistra e delle altre forze parlamentari incalzano la premier sul terreno economico, politico e internazionale, convergendo su una critica netta all’azione del governo.
Opposizioni contro Meloni, le interviste video
Ad aprire il fronte è la segretaria del Pd Elly Schlein, che lega il risultato referendario alla tenuta dell’esecutivo: “Avete sfidato la Costituzione e il popolo sovrano vi ha battuto nelle urne. Si vede che avete molta voglia di tornare all’opposizione. Non vi preoccupate, vi accontenteremo”. Poi il passaggio sul Paese reale: “Se non è troppo impegnata con gli scandali ogni giorno dei suoi ministri, vorrei mandarle una cartolina dal Paese reale, quel Paese in cui negli ultimi quattro anni gli stipendi reali si sono abbassati di 9 punti percentuali, mentre il carrello della spesa aumentava di 25 punti”. E ancora: “Gli italiani con gli stessi stipendi di prima in tasca non riescono più a fare la stessa spesa di prima. Abbiamo la crescita a zero, abbiamo un calo di produzione industriale che dura da tre anni”. Quindi l’affondo sul Pnrr: “Se non ci fosse stato il PNRR, che voi non avevate nemmeno votato, saremmo già in recessione. Il Governo Presidente vi ha lasciato 200 miliardi, voi ci lasciate con la crescita a zero”.
Sulla stessa linea il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che attacca frontalmente la premier: “Lei racconta una realtà mitologica. Io credo che la sveglia referendaria non abbia suonato a Palazzo Chigi. Guardi che si presenta qui ormai al quarto anno con il ‘diremo, faremo, si deve rendere conto’”. Poi il bilancio politico: “Quattro anni, zero riforme. Lei continua a dire ‘ci metto la faccia’, cosa lodevole, ma se non ci mette anche competenza e capacità l’Italia si trova, come adesso, in braghe di tela”. Il leader M5s insiste sul tema sociale: “Abbiamo un ceto medio completamente impoverito, non dica che sono aumentati gli stipendi, i salari reali sono crollati. Abbiamo la pressione fiscale più alta degli ultimi dieci anni, un record”. E aggiunge: “Ma è possibile che un Presidente del Consiglio non si fermi un attimo a valutare tre anni consecutivi di calo della produzione industriale?”.
Conte attacca anche sul piano politico e internazionale: “Lei oggi ha avuto la faccia tosta di dire che antepone l’interesse nazionale alla solidarietà di partito, ma per tre anni li ha tenuti lì. Come può, se non riesce a ottenere dimissioni da Santanchè, andare a parlare con Macron? Come possiamo affidarci a lei per una svolta negoziale assolutamente necessaria in Ucraina?”. E conclude rilanciando la sfida: “La smetta con questa retorica, con queste menzogne: gli italiani le hanno dato una sveglia, se ne renda conto. Noi siamo pronti per la sfida progressista da tempo e la manderemo a casa con gli italiani”.
Dai banchi di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli raccoglie la provocazione della premier sulle elezioni anticipate: “La Presidente Meloni ci ha detto e ci ha sfidato, che le opposizioni non chiedono le elezioni perché hanno paura. E allora andiamo a votare, noi siamo pronti”. E affonda: “Di fronte alle bugie di una Presidente che oggi ha fatto il discorso del suo declino, un discorso di apertura della sua campagna elettorale, c’è un particolare: governano da quattro anni”.
Riccardo Magi sottolinea il cambio di fase politica: “Oggi davvero con l’intervento di Meloni si avvia la campagna elettorale. Non c’è stato nessun mea culpa, nessuna presa di distanza”. E attacca sulla politica estera: “Come si fa a non condannare quando un presidente degli Stati Uniti dice ‘in una notte cancellerò una civiltà’? È qualcosa che ormai rasenta la follia e Meloni ci sta portando dentro questa follia”. Poi l’indicazione strategica: “Le opposizioni devono incalzare, devono cominciare a mettere giù dei punti programmatici che rappresentino l’alternativa e poi arriverà anche il momento di decidere come scegliere il candidato premier”.
Matteo Renzi parla apertamente di crisi politica: “Oggi c’è la dimostrazione di una crisi irreversibile del governo Meloni. Non ci sarà nessuna fase due, non hanno più fiato politico”. E aggiunge: “La verità è che la Presidente del Consiglio non ci ha messo la faccia in questa fase complessa, ha messo quella di Delmastro e Santanchè mentre qui oggi rimaniamo saldamente garantisti”. Poi la stoccata politica: “Fossi in Conte e Schlein accetterei la legge elettorale del centrodestra”.
Carlo Calenda boccia l’informativa della Meloni e torna a chiedere la rimozione di Urso: “Mi aspettavo che avesse imparato la lezione, presentarsi e dire ho fatto questo, ho fatto questo, ho fatto questo”. Poi il punto politico: “Oggi abbiamo italiani molto spaventati da quello che sta succedendo intorno a noi, che pensano che ci sia una eccessiva aderenza dell’Italia agli Stati Uniti di Trump e a Israele di Netanyahu e vogliono vedere qualche risposta concreta”. E l’affondo finale: “La prima proposta per ridare competitività in questo Paese è mandare a casa Urso. Sono due anni che dice che produrremo un milione di macchine, l’Ilva è chiusa, ma che cosa aspetti? Non è che non si sbaglia facendo politica, ciò che non si può accettare è far finta di niente”.



