Uno stratega davvero sopra le righe. Se lo avevamo capito sin dalla prima campagna elettorale con quei vezzi e sberleffi che lo accompagnano dai primi lanci e dichiarazioni sui social, Donald Trump oggi sta perdendo i colpi e sicuramente i consensi anche all’interno del circolo dei fedelissimi dell’impero del “Maga” alla lettera: Make America Great Again. L’impressione è quella di un autocrate squilibrato e assetato di potere. E quindi non tanto lucido. Sarebbero queste le considerazioni con cui l’autorevole testata del New York Times descrive il presidente americano, più temuto e odiato del Globo. C’è chi alla sua età si è ritirato dalle scene dovrebbe forse farlo anche Trump invece di continuare con dictat e frasi al limite del blasfemo adesso anche attaccando il Sabato Padre? In un articolo del suo corrispondente dalla Casa Bianca Peter Baker il prestigioso New York Times ci torna dopo la minaccia di cancellare intere civiltà dalla storia e gli attacchi al Papa. Ma la Casa Bianca ha smentito tutte queste valutazioni. Furbo o semplicemente pazzo? E se avesse invece dato inizio ad un nuovo modo di comunicare strambo certamente e poco politically correct e diplomatico, certo è che il comportamento di Donald Trump negli ultimi tempi continua ad alimentare il dibattito sul dualismo che lo accompagna da quando ha deciso di scendere in politica. E il New York Times affonda la penna del suo corrispondente scrivendo che forse il Tycoon avrebbe addirittura problemi di demenza. Sebbene gli Usa abbiano avuto presidenti le cui capacità mentali sono state messe fortemente in discussione, l’ultimo è stato Joe Biden, mai nell’era moderna la stabilità di un presidente è stata oggetto di un dibattito così pubblico e approfondito. I democratici hanno invocato il 25esimo emendamento per rimuoverlo dalla carica per incapacità. E non si tratta solo di un’ipotesi che ha successo a sinistra, tra i comici dei talk show notturni o i professionisti della salute mentale che effettuano diagnosi a distanza. Ormai il dubbio serpeggia anche tra generali in pensione, diplomatici e funzionari di stati esteri. E soprattutto, anche a destra. Tra i Maga e tra i tanti ex alleati del presidente che lo hanno mollato dopo le ultime svolte. Ricordiamo tra i fedelissimi che lo hanno abbandonato: l’ex deputata repubblicana della Georgia Marjorie Taylor Greene, che di recente ha rotto con Trump, ha sostenuto la necessità di usare il 25esimo emendamento, dichiarando alla CNN che minacciare di distruggere la civiltà iraniana non è retorica dura, è follia. Candace Owens, la podcaster di estrema destra, lo ha definito un pazzo genocida. Alex Jones, teorico della cospirazione e fondatore di Infowars, ha affermato che Trump blatera e sembra che il suo cervello non funzioni molto bene. In ultimo la Meloni, il nostro Presidente del Consiglio ha difeso a spada tratta il Santo Padre dalle dichiarazioni fuori luogo del Presidente americano.
Trump, follia, furbizia o un modo eccentrico di fare politica?
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